Rep. Dem. del Congo: esercito uccide leader dei ribelli, aumentano le vittime tra i civili

Pubblicato il 1 dicembre 2019 alle 6:00 in Africa Rep. Dem. del Congo

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Il comandante delle Allied Democratic Forces (ADF) è stato colpito da un proiettile e ucciso dall’esercito durante l’operazione avviata nell’est della Repubblica Democratica del Congo, poche ore dopo che alcuni aggressori hanno ucciso 13 persone in un attacco “efferato”.

L’esercito della Repubblica Democratica del Congo (RDC) ha reso noto di aver ucciso un leader ribelle nel nord-est del paese, poche ore dopo che gli aggressori hanno ucciso almeno 13 persone nella regione. L’annuncio diramato nella mattinata di sabato 30 novembre è arrivato mentre l’area è stata teatro di una serie di attacchi che hanno ucciso decine di persone nel corso dell’ultimo mese, provocando questa settimana proteste rabbiose da parte dei residenti che accusano le forze locali e internazionali di non averle protette. In un’intervista ad Al Jazeera, il portavoce dell’esercito generale Leon Richard Kasonga ha dichiarato che i soldati hanno ucciso Mouhamed Mukubwa Islam, uno dei tre principali leader del gruppo delle forze democratiche alleate (ADF), durante un’operazione militare svoltasi venerdì scorso nella foresta di Mapobu, nella regione di Beni della provincia del Nord Kivu. “L’uccisione di questo leader è un altro segno che abbiamo la capacità di porre fine a questa ribellione nel giro di pochi giorni”, ha sostenuto il generale Leon Richard Kasonga ad Al Jazeera sabato. “Non sarà un compito facile poiché il nemico sta cercando di far ribellare la popolazione e l’opinione pubblica contro l’esercito commettendo omicidi in città”, ha aggiunto.

Si tratta della seconda uccisione di un comandante senior del gruppo islamista da quando l’esercito ha lanciato il mese scorso un’offensiva contro l’ADF, un gruppo armato temuto che è stato accusato di aver effettuato decine di attacchi mortali negli ultimi anni.

All’inizio di questo mese, le forze congolesi hanno ucciso Nasser Abdullayi Kikuku, un altro leader del gruppo che è stato anche accusato del recente aumento di violenza nella zona.

Nelle stesse ore, i funzionari della sicurezza hanno riferito ad Al Jazeera che venerdì gli aggressori hanno ucciso 13 persone a Kukutama, un villaggio a circa 10 km dalla città di Oicha, dove 28 persone erano già state uccise durante un precedente attacco all’inizio della settimana. “Ci viene riferito che è una scena raccapricciante”, ha dichiarato Catherine Wambua-Soi di Al Jazeera, riferendo da Goma, la capitale della provincia del Nord Kivu. “Alcuni corpi erano mutilati, altri erano stati decapitati”, ha aggiunto. “La gente è molto turbata da ciò che sta accadendo, i ribelli dell’ADF sono in grado di organizzare attacchi, ma abbiamo migliaia di soldati in quella zona che svolgono un’offensiva contro l’ADF e anche force di peacekeeper delle Nazioni Unite nella regione.”

 La Repubblica Democratica del Congo orientale è stata a lungo afflitta dalla violenza, con diversi gruppi armati che operano in una regione che è stata storicamente trascurata dal governo centrale nella capitale, Kinshasa. La situazione è peggiorata negli ultimi anni, causando sfollamenti di massa, mentre l’aumento della violenza ha complicato gli sforzi per porre fine all’attuale focolaio di Ebola scoppiato nella regione. I residenti accusano sia le forze di sicurezza della RDC che MONUSCO – una delle missioni di mantenimento della pace più costose e più grandi del mondo che ha operato nella RDC negli ultimi vent’anni – di non aver fatto abbastanza per fermare gli attacchi dei ribelli ai civili.

Almeno 81 civili sono stati uccisi dal 5 novembre a Beni, secondo i dati forniti da Kivu Security, un progetto congiunto del Congo Study Group e Human Rights Watch.

Nell’ultimo attacco, otto residenti di Beni sono stati uccisi nella tarda serata di domenica, da sospetti combattenti dell’ADF, scatenando proteste rabbiose che hanno visto i manifestanti attaccare le strutture delle Nazioni Unite e dare fuoco all’ufficio del sindaco.

Wambua-Soi ha dichiarato che i funzionari sostengono che i ribelli sembrano attaccare i civili per fare pressione sul governo affinché fermi la sua offensiva militare. “Il governatore della regione ha sostenuto che gli attacchi sembrano essere una strategia adottata dall’ADF per causare il massimo panico e paura e dimostrare che Beni è ingovernabile”, ha comunicato. “Ha ribadito che i ribelli vogliono dimostrare che la sicurezza della situazione è fuori controllo. Ha poi aggiunto che i rivoltosi vogliono far crescere il malcontento tra la popolazione in modo che l’esercito interrompa le sue operazioni contro di loro”.

 

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Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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