NATO: USA e Germania uguagliano il loro contributo finanziario all’Alleanza

Pubblicato il 1 dicembre 2019 alle 6:18 in Germania USA e Canada

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La Germania e gli Stati Uniti hanno concordato di allineare i rispettivi contributi al budget della NATO, cosicché, a partire dal 2021, ciascun Paese parteciperà alle casse dell’Alleanza atlantica per il 16.35%. Ciò significa che Washington ridurrà il suo contributo annuale, precedentemente fissato al 22%, mentre Berlino, che partiva da un 14.8%, lo dovrà aumentare di circa 2 punti percentuali. Tali cambiamenti sui costi dell’alleanza militare sono stati approvati dai 29 Stati membri della NATO una settimana prima del summit per il 70esimo anniversario previsto a Londra. Il budget dell’organizzazione sarà investito nelle infrastrutture e verrà utilizzato per finanziare il quartier generale di Bruxelles.

Ogni contributo finanziario dei Paesi membri è proporzionale al loro PIL, eccezion fatta per gli Stati Uniti, per i quali la quota è fissa. La ragione è che, nel caso di Washington, un contributo proporzionale al prodotto interno lordo costringerebbe gli Stati Uniti a finanziare circa metà del budget dell’organizzazione. Nel 2019, gli USA hanno partecipato alle casse della NATO con circa 470 milioni di euro, la Germania, invece, con 313 milioni. Con il nuovo accordo, Berlino dovrà aumentare la sua spesa di almeno 33 milioni di euro. Washington, invece, risparmierà circa 120 milioni. Per avere un’idea delle capacità finanziarie della NATO, consideriamo che il budget centrale dell’Alleanza atlantica ammonta a un totale di circa 2.12 miliardi di euro.

“Tutti gli alleati hanno concordato una nuova formula di ripartizione dei costi. Con il nuovo meccanismo, le quote attribuite alla maggior parte degli alleati europei e al Canada aumenteranno, mentre la quota degli Stati Uniti si ridurrà”, ha affermato un funzionario della NATO all’agenzia di stampa Agence France-Presse. “Questa è una dimostrazione importante dell’impegno degli alleati nei confronti dell’alleanza e di una più equa condivisione degli oneri”, ha aggiunto.

I funzionari della NATO sperano che il nuovo accordo allevi le tensioni intorno al tema del finanziamento dell’alleanza. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha lamentato che il suo Paese copre più della quota considerata equa in rapporto agli altri Stati. Ha dunque richiesto che gli altri Paesi membri mantengano gli impegni assunti e aumentino il loro contributo NATO al 2% del PIL entro il 2024. Il Segretario generale dell’Alleanza atlantica, Jens Stoltenberg, sta cercando di mantenere saldi i suoi legami con il presidente Trump data l’importanza dell’impegno americano.

Il 20 novembre, il ministro degli Affari Esteri della Germania, Heiko Maas, con il sostegno della Francia, ha proposto la creazione di un “gruppo di esperti” per lavorare al riassetto della NATO. La proposta, avanzata in occasione della ministeriale degli Esteri della NATO, svoltasi a Bruxelles il 19 e il 20 novembre, è giunta in risposta alle ultime affermazioni del presidente francese, Emmanuel Macron, il quale aveva dichiarato che l’Alleanza Atlantica era in “stato di morte cerebrale” facendo riferimento al minore impegno da parte del suo principale garante, gli Stati Uniti. Nello specifico, il capo dell’Eliseo aveva criticato la mancata consultazione della NATO da parte degli Stati Uniti in occasione del ritiro delle truppe americane dalla Siria. Tale decisione aveva consentito alla Turchia, anch’esso membro della NATO, di condurre un’offensiva a Nord-Est della Siria contro le forze curde, principali alleati degli Stati Uniti nel contrasto all’ISIS.

Da parte sua, la Cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha nuovamente difeso la struttura della NATO, la quale, secondo Merkel, non deve essere stravolta. Anche Stoltenberg, in risposta a Macron, ha ribadito che la NATO è un’alleanza forte e che ciò viene dimostrato dall’aumento degli investimenti in Difesa da parte dei Paesi membri e, parallelamente, dall’incremento del numero di militari e esercitazioni che gli Stati Uniti svolgono in Europa.

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Chiara Gentili

di Redazione

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