Iraq: premier Mahdi presenta le dimissioni al Parlamento

Pubblicato il 1 dicembre 2019 alle 8:48 in Iraq Medio Oriente

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Il primo ministro iracheno, Adel Abdul Mahdi, ha presentato le sue dimissioni al Parlamento, arrivate a seguito di continue proteste antigovernative nella capitale, Baghdad, e nel Sud dell’Iraq.

Il primo ministro aveva già annunciato, il 29 novembre, che si sarebbe dimesso a causa della crescente pressione, dopo che oltre 40 manifestanti erano stati uccisi dalle forze di sicurezza. Le dimissioni formali sono arrivate dopo una sessione del gabinetto di emergenza, il 30 novembre. In tale occasione, i ministri hanno approvato la sua decisione e hanno sottoscritto anche le dimissioni dei membri del personale chiave del suo governo, incluso il capo dello staff di Abdul Mahdi.

Domenica 1 dicembre, anche il parlamento iracheno dovrebbe riunirsi e i legislatori voteranno sull’accettazione delle dimissioni di Abdul Mahdi. L’annuncio è arrivato anche dopo che il principale leader religioso sciita iracheno ha ritirato il suo sostegno al governo in un sermone, venerdì 29 novembre. In un discorso registrato, Abdul Mahdi ha affermato che se il parlamento avesse accettato le sue dimissioni, il governo sarebbe stato retrocesso allo status di custode, incapace di approvare nuove leggi e prendere decisioni chiave. Lo statuto del gabinetto consente al primo ministro di rassegnare le dimissioni al presidente, ma non esiste una legge specifica che stabilisca la linea d’azione successiva.

Nel frattempo, le proteste continuano nel Paese, dove i manifestanti hanno bruciato pneumatici e circondato una stazione di polizia nella città di Nasiriya, nel Sud dell’Iraq, il 30 novembre. Almeno 25 persone sono rimaste ferite durante gli scontri a Nasiriya, nei pressi del quartier generale della polizia e del ponte Zaytouna. Citando funzionari della sicurezza e medici, l’Associated Press ha riferito che 3 manifestanti antigovernativi sono stati uccisi a colpi di arma da fuoco e almeno altri 58 feriti, nella giornata del 30 novembre.In totale, più di 400 persone sono state uccise durante le proteste che hanno scosso l’Iraq dal il 1 ° ottobre, con migliaia di iracheni che sono scesi in piazza a Baghdad e nel Sud sciita, per condannare la corruzione, le condizioni economiche e sociali, la mancanza di posti di lavoro. Da parte loro, le forze di sicurezza hanno usato contro la folla proiettili verti, gas lacrimogeni e bombe sonore.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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