Londra: attentatore già noto per crimini terroristici

Pubblicato il 30 novembre 2019 alle 11:58 in Europa UK

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il ventottenne britannico che ha ucciso 2 persone in un’aggressione con coltello sul London Bridge, prima di venire ucciso dal fuoco della polizia, era già stato arrestato per crimini terroristici ed era stato scarcerato nel 2018. L’evento ha scosso la campagna elettorale.

Indossando un finto giubbotto esplosivo e brandendo coltelli, Usman Khan ha lanciato il suo assalto poco prima delle 14.00 di venerdì 29 novembre presso una conferenza sulla riabilitazione dietro al London Bridge. Dopo aver ucciso due persone, un uomo e una donna, l’aggressore è stato atterrato dai passanti e in seguito ucciso dai proiettili sparati dalle forze dell’ordine. Khan, la cui famiglia proviene dalla parte del Kashmir che giace sotto il controllo pakistano, era stato arrestato nel 2012 per aver preso parte a un complotto ispiratosi al gruppo terroristico di  al-Qaeda volto a far esplodere la Borsa di Londra; era stato poi rilasciato nel dicembre 2018, e rimesso in libertà sotto alcune condizioni. A renderlo noto con un comunicato è stato uno dei principali ufficiali della polizia antiterrorismo britannica, Neil Basu. “Chiaramente, una linea principale nell’indagine è ora quella di stabilire come mai egli abbia condotto tale attacco”.

Oltre alle due vittime, anche un uomo e due donne sono rimaste ferite nell’assalto, e sono state trasportate in un ospedale locale, ha reso noto Basu. Il ministro per la Sicurezza inglese, Brandon Lewis, ha aggiunto che la polizia non sta cercando altri sospettati.

Durante la campagna elettorale del 2017, il London Bridge era stato teatro di un assalto quando 3 militanti terroristi avevano guidato un camioncino sulla strada pedonale contro i passanti, e avevano poi aggredito le persone presenti nell’area circostante, uccidendone 8 e ferendone 48. All’epoca, lo Stato Islamico aveva rivendicato l’attentato, ma le autorità britanniche avevano nutrito dei dubbi in tal senso.

Il nuovo attentato, avvenuto appena 13 giorni prima di un’elezione che può pesare sul destino della Brexit e della quinta economia mondiale, ha spostato l’attenzione dell’opinione pubblica sui tagli governativi che hanno inciso sulle forze dell’ordine a partire dall’insediamento dei Conservatori, nel 2010. I leader del Paese sono tornati a parlare di tematiche inerenti al sistema sanitario e alla lotta alla criminalità, accantonando per un momento il tema ampiamento dibattuto della Brexit.

Il premier britannico, Boris Johnson, il quale ha indetto le elezioni anticipate per il prossimo 12 dicembre, e che ospiterà, la settimana entrante, i leader della NATO nel Paese, tra cui anche il presidente americano, Donald Trump, ha affermato davanti ai giornalisti affollati a Downing Street che si è trattato di un attacco terroristico, commentando che la Gran Bretagna non si lascerà “intimorire, dividere, o intimidire” da questa sorta di gesta. Il primo ministro ha altresì lodato il coraggio dei passanti che hanno fermato Khan bloccandolo al suolo. Quanto al leader dell’opposizione, Jeremy Corbyn, egli si è detto inorridito dall’evento, e ha affermato: “Dobbiamo essere uniti, e lo faremo, per respingere l’odio e la divisione”.

 

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.