Iraq: manifestanti rinnovano proteste a Nassiriya

Pubblicato il 30 novembre 2019 alle 19:19 in Iraq Medio Oriente

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I manifestanti hanno incendiato pneumatici e accerchiato una stazione di polizia nella cittadina irachena meridionale di Nassiriya, sabato 30 novembre, incalzando con la richiesta di una riforma nonostante il Primo ministro abbia promesso di dimettersi.

Nuove proteste agitano l’ultimo weekend di novembre, nonostante il premier iracheno, Adel Abdul Mahdi, abbia annunciato le sue dimissioni nella precedente giornata di venerdì 29, dopo un’esortazione in tal senso ricevuta dalla massima autorità religiosa sciita del Paese, l’Ayatollah Sistani. Egli ha indicato la destituzione del premier come unica soluzione alla fine delle agitazioni nel Paese. Il Parlamento deve ancora rendere effettive le dimissioni di Mahdi, e si riunirà nella giornata di domenica per un voto di fiducia. Tuttavia, Abdul Mahdi ha promesso di soddisfare i manifestanti, che chiedono una riforma del  sistema politico che accusano di essere corrotto e di tenerli in condizioni di povertà e senza opportunità.

La Commissione semi-ufficiale dell’Iraq per i diritti umani ha dichiarato in una nota, sabato 30 novembre, che i responsabili delle uccisioni di manifestanti devono essere consegnati alla giustizia e che avrebbe raccolto prove per il loro incriminamento. La dichiarazione non riconosceva le dimissioni del primo ministro. Il Comitato Internazionale della Croce Rossa ha invitato a fermare l’aumento delle vittime. “Le armi da fuoco e le munizioni vere devono essere utilizzate solo come ultima risorsa”, si legge in una nota.

La città è stata la scena delle peggiori violenze, per colpire un Iraq già spossato della guerra, da quando le proteste antigovernative sono iniziate a Baghdad il 1 ottobre. Per quasi due mesi le forze di sicurezza hanno usato proiettili veri, gas lacrimogeni e granate stordenti contro i manifestanti, uccidendo più di 400 persone, includendo i numeri degli ultimi giorni, in particolare a Nassiriya. Il rogo del consolato iraniani, appiccato dai manifestanti, mercoledì 27 novembre, nella città santa meridionale di Najaf ha intensificato i disordini e ha portato alle dimissioni di Abdul Mahdi. A Nassiriya, scontri mortali sono scoppiati giovedì, ore dopo l’incendio del consolato a Najaf.

Molti iracheni temono che le violenze continueranno ad intensificarsi mentre le famiglie sempre più scontente e arrabbiate, piangono parenti morti, e il governo si muove con lentezza nell’attuare poche riforme. Sono ora attese settimane di conflitto politico prima che venga scelto un successore di Abdul Mahdi e si formi un nuovo governo.

 

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Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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