Turchia rimpatria 2 terroristi dell’ISIS in Belgio

Pubblicato il 29 novembre 2019 alle 19:09 in Belgio Turchia

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La Turchia ha rimpatriato 2 combattenti dell’ISIS in Belgio, venerdì 29 novembre, secondo quanto ha dichiarato il Ministero degli Interni di Ankara.

I cittadini belgi sono stati rimandati nei loro Paesi di origine come parte degli sforzi accelerati della Turchia per rimpatriare i combattenti terroristi stranieri, si legge su un post su Twitter. Il ministro degli Interni, Suleyman Soylu, aveva annunciato, il 28 novembre, che 11 membri dell’ISIS di nazionalità francese saranno rimpatriati all’inizio del mese di dicembre. “Questa settimana effettueremo i rimpatri in Belgio e Irlanda”, aveva detto Soylu.

L’11 novembre, le autorità turche hanno iniziato a rimandare i detenuti dello Stato Islamico nei loro Paesi di origine e hanno espulso un cittadino tedesco e uno statunitense, degli oltre 1.200 combattenti dell’organizzazione terroristica sono rinchiusi nelle carceri turche. Il 15 novembre, la Turchia ha poi rimpatriato un gruppo di persone di nazionalità tedesca e inglese, che comprende 2 uomini, 4 donne e 1 bambino. Già l’11 novembre, il Ministero degli Esteri tedesco aveva affermato che Ankara aveva informato Berlino di 10 persone che intendeva rimandare in Germania: 3 uomini, 5 donne e 2 bambini. Il Ministero ha affermato di non sapere questi fossero o meno combattenti dell’ISIS, ma ha confermato la loro cittadinanza tedesca. Una volta in patria, le autorità tedesche non avrebbero provveduto al loro arresto. 

La Turchia ospitava a circa 3,6 milioni di rifugiati dalla vicina Siria, più di qualsiasi altro Paese al mondo. Ankara afferma di aver catturato 287 combattenti nel Nord-Est della Siria da quando ha avviato un’operazione transfrontaliera il 9 ottobre contro i combattenti curdi, denominata “Fonte di pace”.  L’operazione, secondo Erdogan, era necessaria per salvaguardare la sicurezza turca contro i militanti curdi. La Turchia descrive le forze curde una “organizzazione terroristica” a causa di legami con il Partito dei lavoratori del Kurdistan (PKK). Quest’ultimo, da decenni, ha condotto una campagna armata per raggiungere l’autonomia in Turchia ed è considerato un’organizzazione illegale da Ankara. Le Syrian Democratic Forces (SDF), guidate dalle YPG curde, sono state il principale alleato degli Stati Uniti nella lotta contro lo Stato Islamico in Siria. Tuttavia, negli ultimi anni, erano riuscite ad ampliare il proprio controllo nelle zone settentrionali ed orientali della Siria, fino ad occupare una vasta area che si estende per 480 km dal fiume Eufrate al confine con l’Iraq. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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