Siria: attacchi reciproci tra Russia e Turchia

Pubblicato il 29 novembre 2019 alle 9:03 in Siria Turchia

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Le forze russe hanno attaccato, il 28 novembre, una base militare della città di Ain Issa, situata nel governatorato di Raqqa, nel Nord della Siria, prendendo di mira le forze turche e le fazioni ad esse affiliate. Dal canto suo, Ankara ha risposto conducendo bombardamenti simili.

Secondo quanto riferito dall’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, sono stati 5 i missili lanciati da parte russa, cui hanno fatto seguito circa altri 5 per mano della Turchia. Ain- Issa è tuttora considerata una delle aree controllate e gestite dai curdi, principale obiettivo dell’operazione lanciata da Ankara il 9 ottobre scorso, “Fonte di pace”, promossa dal presidente turco, Recep Tayyip Erdogan. L’operazione in Turchia, secondo Erdogan, era necessaria per salvaguardare la sicurezza turca contro tali fazioni e funzionale a rimpatriare alcuni dei 3.6 milioni di rifugiati siriani che Ankara ospita. Le Syrian Democratic Forces (SDF) sono state il principale alleato degli Stati Uniti nella lotta contro lo Stato Islamico in Siria. Tuttavia, negli ultimi anni, erano riuscite ad ampliare il proprio controllo nelle zone settentrionali ed orientali della Siria, fino ad occupare una vasta area che si estende per 480 km dal fiume Eufrate al confine con l’Iraq. La Turchia descrive le forze curde una “organizzazione terroristica” a causa di legami con il Partito dei lavoratori del Kurdistan.

Dopo oltre una settimana di combattimenti e numerose vittime, gli Stati Uniti hanno finalizzato un accordo con la Turchia per un cessate il fuoco temporaneo, il 17 ottobre. Tuttavia, i combattimenti sono continuati in alcune città. Il 22 ottobre, infine, il presidente turco ed il suo omologo russo, Vladimir Putin, hanno raggiunto un’intesa a Sochi, nel Sud della Russia. Le due parti hanno concordato sulla necessità di respingere le forze curde dalla “safe zone” al confine tra Siria e Turchia, per una distanza pari a circa 30 km. Tra i diversi punti concordati, vi è poi l’istituzione di un centro operativo congiunto, le cui attività hanno avuto inizio il 1° novembre scorso.

Secondo quanto affermato da parte russa, il 28 novembre, il comandante a capo delle forze armate della Federazione russa, il generale Valery Gerasimo, ha tenuto colloqui con la propria controparte turca, il generale Yasar Guler, circa gli ultimi sviluppi in Siria. Allo stesso tempo, la portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha affermato che Mosca e Ankara sono in continuo contatto per evitare un’escalation della situazione.

Nel frattempo, Mosca continua la propria offensiva nelle altre aree della Siria, coadiuvando le forze dell’esercito del regime del presidente siriano, Bashar al-Assad. L’obiettivo degli ultimi attacchi, tra il 28 e il 29 novembre, è stato Jisr Al-Shughur, nel Sud di Idlib, dove sono stati condotti 24 raid. A questi si aggiungono gli altri attacchi condotti contro le città di Kabani e Kafr Nubl, rispettivamente nel governatorato di Latakia e Ma’arrat al-Numan, nel Nord-Ovest del Paese.

La Siria è testimone di un perdurante conflitto civile, che ha avuto inizio il 15 marzo 2011. A causa della guerra, metà dei 3 milioni di abitanti dell’area Nord- occidentale del Paese è stata costretta a rifugiarsi in altre zone della Siria, in seguito alle ripetute offensive del presidente, Bashar Al-Assad. La Turchia è sostenitrice dei ribelli, dissidenti del regime. L’area Nord-occidentale, tra cui Idlib, rappresenta l’ultima porzione di territorio ancora nelle mani dei ribelli.

Sin dalla fine del mese di aprile 2019, la provincia di Idlib e le aree adiacenti, nel Nord-Ovest del Paese, hanno assistito ad un’escalation di bombardamenti da parte di Siria e Russia, cui si aggiungono i violenti combattimenti concentrati nell’area settentrionale di Hama. Sebbene nei primi tre mesi i combattimenti fossero concentrati soprattutto nell’area rurale di Hama, le forze del regime hanno iniziato, l’8 agosto, ad ampliare il proprio raggio di azione nella periferia meridionale di Idlib.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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