Scontro Erdogan-Macron sul supporto NATO in Siria

Pubblicato il 29 novembre 2019 alle 18:40 in Francia Siria

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Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha sfidato il suo omologo francese, Emmanuel Macron, affermando che quest’ultimo dovrebbe controllare la propria “morte cerebrale” prima di annunciare quella della NATO. 

“Guardi signor Macron, la sto chiamando dalla Turchia, ma glielo dirò di nuovo in sede NATO. Innanzitutto, controlla la tua di morte cerebrale”, ha affermato Erdogan, rispondendo alle osservazioni di Macron sul fatto che la Turchia non dovrebbe aspettarsi il sostegno della NATO, morta cerebralmente, per la sua operazione antiterroristica nel Nord della Siria. Parlando presso l’Università Marmara di Istanbul, il presidente turco ha poi affermato che la Francia non ha né il diritto, né l’autorità di trovarsi in Siria. “Il regime siriano non ti ha invitato”, ha affermato Erdogan, rivolgendosi al leader francese. Erdogan ha continuato affermando che la Turchia “non esiterà” a compiere la propria operazione, se le minacce alla Turchia dalla safe zone non possono essere eliminate entro un termine ragionevole”. 

Ankara ha lanciato l’offensiva “Fonte di pace” contro i curdi, nel Nord-Est della Siria, lo scorso 9 ottobre. L’operazione, secondo Erdogan, era necessaria per salvaguardare la sicurezza turca contro i militanti curdi. La Turchia descrive le forze curde una “organizzazione terroristica” a causa di legami con il Partito dei lavoratori del Kurdistan (PKK). Quest’ultimo, da decenni, ha condotto una campagna armata per raggiungere l’autonomia in Turchia ed è considerato un’organizzazione illegale da Ankara. Le Syrian Democratic Forces (SDF), guidate dalle YPG curde, sono state il principale alleato degli Stati Uniti nella lotta contro lo Stato Islamico in Siria. Tuttavia, negli ultimi anni, erano riuscite ad ampliare il proprio controllo nelle zone settentrionali ed orientali della Siria, fino ad occupare una vasta area che si estende per 480 km dal fiume Eufrate al confine con l’Iraq. 

All’inizio della propria operazione, il 10 ottobre, Erdogan aveva minacciato l’Europa di aprire le porte verso il continente ai 3.6 milioni di rifugiati stranieri che si trovano in Turchia. La dichiarazione faceva seguito all’opposizione di Paesi europei all’offensiva in Siria, e faceva leva sul mancato impegno dell’Europa nel fornire gli aiuti promessi per la questione dei rifugiati. In base a un accordo firmato nel 2016, l’UE ha promesso ad Ankara 6 miliardi di euro in cambio di misure più severe per impedire ai rifugiati di lasciare la Turchia, ma Erdogan ha dichiarato che finora il suo Paese ha ricevuto solo 3 miliardi di euro.

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Maria Grazia Rutigliano

 

 

 

di Redazione

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