La Cina al centro del question time di Di Maio

Pubblicato il 29 novembre 2019 alle 10:29 in Cina Italia

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Nel corso del question time al Parlamento, il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio, ha potuto approfondire la strategia del suo dicastero nei confronti della Cina.

In primo luogo, Di Maio ha ripercorso la propria missione a Shanghai in occasione dell’inaugurazione del China International Import Expo, evento al quale hanno partecipato circa 160 imprese italiane. La visita a Shanghai, ha commentato Di Maio, si inserisce nel quadro della Nuova Via della Seta, l’iniziativa di cooperazione con la Cina, ispirata, secondo quanto evidenziato da Di Maio, ai principi di trasparenza, inclusività, sostenibilità fiscale, ambientale, sociale ed economica, equo trattamento delle imprese e apertura e trasparenza del procurement, oltre che la tutela dei diritti di proprietà intellettuale.

Successivamente, Di Maio ha rivelato i dettagli degli incontri ufficiali con il suo omologo cinese, Wang Yi, e il ministro del Commercio di Pechino, Zhong Shan. In particolare, Di Maio e il suo collega al Commercio hanno avuto modo di definire ulteriori opportunità di sviluppo e collaborazione.

Ciò, ha spiegato Di Maio, dovrà essere in linea con i 5 interessi prioritari dell’Italia: eliminazione delle barriere doganali; avanzamento dell’agrifood; collaborazione nei sistemi di connettività; promozione del turismo; riequilibrio della bilancia commerciale.

Per quanto concerne le misure doganali, il Ministro degli Esteri ha rivelato che l’Italia avverte il bisogno di eliminare i limiti alle importazioni in vigore in Cina, per i quali le aziende italiane non riescono ad accedere al mercato.

In materia di agrifood, Di Maio ha evidenziato l’esigenza di Roma di raggiungere un rapido avanzamento nel settore agroalimentare, soprattutto in riferimento alla sigla di accordi tecnici per l’esportazione di beni ampiamente prodotti in Italia, tra cui il riso e la carne.

Per quanto riguarda la connettività, il Ministro degli Esteri ha insistito sul bisogno di avviare una forte collaborazione con Pechino soprattutto per la crescita dei porti, oltre che degli altri punti di collegamento internazionale.

In riferimento al turismo, invece, Di Maio ha dichiarato di aver proposto la rinegoziazione di un accordo aeronautico, al fine di aumentare e ridisegnare le rotte di collegamento tra Cina e Italia.

Infine, per quanto riguarda la bilancia commerciale, ovvero il rapporto tra importazioni ed esportazioni, il Ministro degli Esteri ha dichiarato di aver intenzione di riequilibrare i flussi di investimento produttivi.

Secondo quanto attenzionato dal deputato del Movimento 5 Stelle, Pino Cabras, le relazioni commerciali tra Italia e Cina hanno registrato valori in crescita per il 2019. Ciò è stato in parte dovuto ai frequenti contatti con Pechino, tra cui la visita di Stato del Presidente Xi Jinping del 23 marzo 2019, con il quale Roma ha siglato 19 protocolli d’intesa istituzionali e 10 accordi commerciali nell’ambito della Nuova Via della Seta.

Tale vicinanza tra Roma e Pechino, però, è fonte di preoccupazione per l’opposizione, la quale teme che l’Italia possa tramutarsi in ponte per l’espansione dell’influenza di Pechino nel continente europeo.

In risposta a tali preoccupazioni, tuttavia, Di Maio ha evidenziato come simili intese di collaborazione con Pechino siano state siglate anche da più della metà dei Paesi europei, a segnale del fatto che l’Italia non si stia comportando in modo diverso rispetto ai suoi Paesi vicini. Anzi, ha sottolineato il Ministro, alcuni partner europei stanno avendo visite apicali più frequentemente dell’Italia.

Le preoccupazioni nei confronti dei rapporti con Pechino riguardano anche il tema della sicurezza cibernetica, soprattutto alla luce degli avvertimenti lanciati dagli Stati Uniti ai loro alleati in merito al colosso cinese delle telecomunicazioni, la Huawei Technologies Co Ltd. Tale azienda è stata ripetutamente accusata da Washington di spiare i propri utenti per conto del governo cinese, oltre che di aver violato le sanzioni contro l’Iran e di aver rubato la proprietà intellettuale degli Stati Uniti. Da parte sua, l’azienda ha smentito le accuse.

In merito alla sicurezza cibernetica, Di Maio ha ricordato l’approvazione da parte del governo, avvenuta lo scorso 21 settembre, del decreto legge sulle disposizioni urgenti in materia cibernetica, con il quale l’Italia si è affermato quale Paese dalla normativa “più avanzata in Europa per sicurezza sul 5G”.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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