Kirghizistan: manifestazioni spontanee contro la corruzione

Pubblicato il 29 novembre 2019 alle 6:30 in Asia Kirghizistan

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Centinaia di persone hanno preso parte ad una manifestazione spontanea a Bishkek, capitale del Kirghizistan, il 25 novembre scorso per chiedere un’indagine sulla corruzione presumibilmente perpetrata per anni da alti funzionari del governo.

Il raduno, durato 90 minuti, si è tenuto sulla piazza centrale principale di Bishkek e è proseguito senza incidenti nonostante non fosse stato ufficialmente autorizzato, è stato presentato come un evento a-politico che non avrebbe promosso la causa di specifici partiti e movimenti.

La frustrazione e l’irritazione della popolazione del Kirghizistan sono esplose a seguito della pubblicazione la scorsa settimana di un’indagine giornalistica da parte dell’Organized Crime and Corruption Reporting Project, o OCCRP, in collaborazione con il servizio kirghiso di Radio Free Europe/ Radio Liberty e con il sito d’informazione locale Kloop. La relazione congiunta presenta in dettaglio accuse preesistenti, ma molto vaghe, sui metodi in cui i funzionari dei servizi doganali hanno chiuso un occhio mentre operazioni di contrabbando per miliardi di dollari hanno privato lo stato kirghiso di ingenti entrate.

Gran parte dell’ira è stata indirizzata sulla figura di Rayimbek Matraimov, un ex vicecapo del Servizio doganale statale, considerato dall’opinione pubblica come uno degli uomini più potenti del Kirghizistan.

Shirin Aitmatova, una ex parlamentare, si è assunta il compito di sollecitare le autorità a indagare su come Matraimov è riuscito, nonostante abbia lavorato quasi esclusivamente a servizio del governo, ad accumulare ingenti ricchezze. Come ha detto al network Eurasianet, la protesta di Bishkek doveva essere uno spettacolo del potere del popolo, non una tradizionale manifestazione politica con oratori di spicco. “È stata una manifestazione contro la corruzione, per non rovesciare il governo. Le persone che venivano erano per lo più residenti urbani” – ha spiegato Aitmatova.

Gran parte del clamore che si è verificato dopo il rapporto della scorsa settimana era stato limitato ai social media, e non era chiaro prima della manifestazione se quell’attivismo online si sarebbe tradotto in una presenza fisica sulla piazza. La forte affluenza alle urne sembra aver dissipato le preoccupazioni degli organizzatori.

“Questo è importante perché è passato molto tempo da quando la gente di Bishkek è stata coinvolta in manifestazioni politiche convocate con obiettivi formalmente diversi” – ha detto Aitmatova. “Di solito, alle manifestazioni politiche le persone arrivano dalle regioni rurali e vengono pagate per prendervi parte. Questa volta invece, tutti sono venuti a combattere per i loro diritti e nessuno ha pagato nessuno. Questa è una novità per il Kirghizistan”.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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