USA accusano la Russia di nascondere l’uso di armi chimiche in Siria

Pubblicato il 28 novembre 2019 alle 17:35 in Russia Siria USA e Canada

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Gli Stati Uniti hanno accusato la Russia di aiutare il regime siriano a nascondere l’utilizzo di armi chimiche, minando il lavoro dell’agenzia che cerca di identificare i responsabili di tali atrocità.

L’accusa arriva dal rappresentante statunitense dell’Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche (OPAC), Kenneth Ward, durante una conferenza all’Aia, il 28 novembre. La smentita di Mosca ha immediatamente seguito tali dichiarazioni. In tale contesto, Reuters riferisce che due ex dipendenti dell’OPCW avevano fatto trapelare due documenti che avrebbero provato che l’OPAC aveva modificato le conclusioni di un rapporto, risalente al 1° marzo, in cui si diffondeva la scoperta di una sostanza chimica tossica contenente cloro, in un attacco effettuato dalla Russia, nel 2018, a Douma, una città nei pressi di Damasco. Mosca ha subito criticato anche questa rivelazione, bollandola come falsa. Più di 40 persone erano state uccise in quell’attacco a Douma, allora controllata dai ribelli, il 7 aprile 2018. 

Un team di investigazione e identificazione (IIT) dell’OPAC, istituito tramite votazione dagli Stati membri nel giugno 2018, sta facendo ricerche per determinare i responsabili di tale attacco e di altri incidenti simili. Il rilascio del primo rapporto è previsto per il 2020. L’ambasciatore russo presso l’OPAC, Alexander Shulgin, si è ripetutamente opposto alla creazione dell’IIT, affermando che era illegale e politicizzato. Il 28 novembre, il rappresentante della Siria presso l’OPAC ha promesso che non collaborerà con le indagini dell’IIT. Damasco e Mosca sono alleati e hanno condotto una campagna di bombardamenti in tutto il territorio nazionale siriano, per sconfiggere i ribelli e mettere fine a otto anni di feroci violenze nel Paese. Tuttavia, le accuse per la condotta siriana e russa durante queste operazioni sono numerose. Il 28 novembre, Ward ha chiaramente dichiarato che Russia e Siria stanno cercando di nascondere l’uso di armi chimiche minando il lavoro dell’OPAC. “Purtroppo la Federazione Russa ha svolto un ruolo centrale in questo insabbiamento”, ha affermato Ward di fronte ai delegati. “Russia e Siria possono sedersi con noi qui, ma si distinguono da noi in modo fondamentale. Continuano ad abbracciare l’utilizzo di armi chimiche”, ha aggiunto. 

La Siria è testimone di un perdurante conflitto civile, che ha avuto inizio il 15 marzo 2011. A causa della guerra, metà dei 3 milioni di abitanti dell’area Nord- occidentale del Paese è stata costretta a rifugiarsi in altre zone della Siria, in seguito alle ripetute offensive del presidente, Bashar Al-Assad. La Turchia è sostenitrice dei ribelli, dissidenti del regime. L’area Nord-occidentale, tra cui Idlib, rappresenta l’ultima porzione di territorio ancora nelle mani dei ribelli. Sin dalla fine del mese di aprile 2019, la provincia di Idlib e le aree adiacenti, nel Nord-Ovest del Paese, hanno assistito ad un’escalation di bombardamenti da parte di Siria e Russia, cui si aggiungono i violenti combattimenti concentrati nell’area settentrionale di Hama. Sebbene nei primi tre mesi i combattimenti fossero concentrati soprattutto nell’area rurale di Hama, le forze del regime hanno iniziato, l’8 agosto, ad ampliare il proprio raggio di azione nella periferia meridionale di Idlib.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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