Turchia annuncia il rimpatrio in Europa di altri jihadisti dell’ISIS

Pubblicato il 28 novembre 2019 alle 16:00 in Europa Turchia

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La Turchia ha annunciato che, entro il prossimo mese, rimpatrierà 11 cittadini francesi che facevano parte dello Stato Islamico. Entro la fine della settimana, invece, un numero non specificato di militanti islamisti, di cittadinanza belga o irlandese, saranno inviati nei rispettivi Paesi. 

“Questa settimana effettueremo rimpatri in Belgio e Irlanda, tra venerì e sabato. Poi, invieremo 11 membri nazionali francesi di Daesh in Francia all’inizio di dicembre”, ha aggiunto il ministro degli interni Suleyman Soylu, intervenendo in una conferenza sulle migrazioni, tenutosi nella provincia egea di Izmir. Diversi Paesi europei si sono opposti agli sforzi della Turchia di rimpatriare i terroristi dell’ISIS, ma Ankara ha promesso di proseguire.

Sostenendo che la pace e la stabilità dovrebbero essere promosse nelle regioni da cui partono i migranti, Soylu ha sottolineato: “A meno che non chiariamo le attività del PKK e di Daesh, non c’è modo di fermare la migrazione e gestirla, perché il Paese prende sul serio la lotta al terrorismo “. L’11 novembre, le autorità turche hanno iniziato a rimandare i detenuti dello Stato Islamico nei loro Paesi di origine e hanno espulso un cittadino tedesco e uno statunitense, degli oltre 1.200 combattenti dell’organizzazione terroristica sono rinchiusi nelle carceri turche. Il 15 novembre, la Turchia ha poi rimpatriato un gruppo di persone di nazionalità tedesca e inglese, che comprende 2 uomini, 4 donne e 1 bambino. Già l’11 novembre, il Ministero degli Esteri tedesco aveva affermato che Ankara aveva informato Berlino di 10 persone che intendeva rimandare in Germania: 3 uomini, 5 donne e 2 bambini. Il Ministero ha affermato di non sapere questi fossero o meno combattenti dell’ISIS, ma ha confermato la loro cittadinanza tedesca. Una volta in patria, le autorità tedesche non avrebbero provveduto al loro arresto. 

La Turchia ospitava a circa 3,6 milioni di rifugiati dalla vicina Siria, più di qualsiasi altro Paese al mondo. Riguardo il rimpatrio dei jihadisti, il Ministero degli Interni turco aveva comunicato che Washington aveva accettato di riaccogliere l’uomo e che le autorità turche avevano avviato i procedimenti necessari. Gli Stati Uniti stanno lavorando a stretto contatto con la Turchia e la Grecia per risolvere il caso, ha dichiarato Nathan Sales, consulente antiterrorismo del Dipartimento di Stato USA, che ha sconsigliato di effettuare gesti come richiedere ai Paesi vicini di accettare i detenuti provenienti da un altro Stato. “La nostra opinione è che non è un’opzione pessima, non è un’opzione praticabile, chiedere ad altri Paesi della regione di far entrare combattenti stranieri di un altro Paese e perseguire il processo e la detenzione lì”, ha affermato Sales di fronte ai giornalisti. Ankara ha poi dichiarato che nei prossimi giorni manderà alcuni combattenti in Irlanda, Danimarca e Francia. La Turchia afferma di aver catturato 287 combattenti nel Nord-Est della Siria da quando ha avviato un’operazione transfrontaliera il 9 ottobre contro i combattenti curdi, denominata “Fonte di pace”. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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