Una nuova intesa tra Libia e Turchia

Pubblicato il 28 novembre 2019 alle 11:04 in Libia Turchia

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Il presidente del Consiglio presidenziale del governo tripolino, Fayez Al-Sarraj, ed il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, hanno firmato, mercoledì 27 novembre, alcuni memorandum d’intesa relativi alla cooperazione in materia di sicurezza e al settore marittimo.

La firma è giunta in seguito a colloqui tenutisi nella città di Istanbul, durante i quali le due parti hanno discusso degli sviluppi in Libia e delle ripercussioni dell’offensiva condotta contro la capitale Tripoli, oltre agli sforzi profusi a livello internazionale per risolvere la crisi libica e altre questioni di interesse reciproco.

Da un lato, Al-Sarraj ha espresso il suo apprezzamento per la posizione turca, a sostegno del governo di accordo nazionale, e per la sua opposizione a forme di aggressione contro la stabilità libica. Il governo tripolino ha ribadito che continuerà a difendere la civiltà dello Stato e ad affrontare coloro che cercano di sabotare il governo attraverso azioni militari. Inoltre, nonostante la crisi attuale, Tripoli ha affermato che si adopererà per ristabilire sicurezza e stabilità nel Paese e per rilanciare l’economia, rendendola uno dei pilastri per la costruzione di uno Stato civile.

Dall’altro lato, Erdogan ha rinnovato il sostegno di Ankara al governo tripolino, in particolare di fronte alle offensive contro la capitale libica a danno di soggetti ed oggetti civili. La Turchia ha poi ribadito il proprio rifiuto verso qualsiasi ingerenza estera negli affari interni libici, affermando che la soluzione alla perdurante crisi non potrà essere di tipo militare. Pertanto, Ankara continuerà a sostenere gli sforzi profusi a livello internazionale per riportare la Libia verso un percorso politico.

L’incontro si è concluso con la firma di alcuni accordi inerenti la cooperazione in ambito militare, e in materia di sicurezza e di giurisdizione nel settore marittimo. Il ministro degli Affari Esteri di Tripoli, Mohamed Sayala, ha sottolineato che, attraverso il memorandum concluso in ambito marittimo, sono state definite le aree di competenza di ciascuna parte nel Mar Mediterraneo. L’obiettivo è la salvaguardia dei diritti legittimi di entrambe le parti circa la zona economica, nel rispetto dei precedenti accordi stabiliti a livello internazionale. Il memorandum, a detta di Sayala, contribuirà altresì a promuovere la sovranità della Libia stessa.

Il ministro dell’Interno di Tripoli, Fathi Bashagha, ha poi affermato che gli accordi raggiunti con Ankara rafforzeranno la sicurezza e la sovranità della Libia e, grazie allo sviluppo di ulteriori sistemi di sicurezza e di formazione, il governo tripolino disporrà di migliori capacità per contrastare terrorismo,  migrazione irregolare e criminalità.

Il generale a capo dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), Khalifa Haftar, ha più volte accusato la Turchia di guidare le battaglie nella regione occidentale della Libia, a favore delle milizie armate e dei gruppi terroristici sostenuti dal governo di Tripoli, fornendo armi, attrezzature militari e droni, nonostante il divieto del Consiglio di sicurezza dell’Onu. Haftar in precedenza ha ripetutamente dichiarato che ostacolerà qualsiasi tentativo di stabilire basi straniere in Libia, volte a sostenere e finanziare il terrorismo all’interno del Paese.

La Libia vive in una situazione di grave instabilità dal 15 febbraio 2011, data che ha segnato l’inizio della rivoluzione e della guerra civile. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese nordafricano ha poi assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, ma da allora non è mai riuscito a effettuare una transizione democratica e vede tuttora la presenza di due schieramenti. Da un lato, il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato da Fayez al-Sarraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con il generale Haftar. Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In particolare, Il Cairo, Riad ed Abu Dhabi sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. L’Italia, il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale.

Le tensioni tra Libia e Turchia erano aumentate il 23 giugno, quando il Ministero degli Esteri di Ankara aveva accusato le milizie di Haftar di aver sequestrato 6 cittadini turchi. In tale occasione, la Turchia aveva avvertito che l’LNA sarebbe diventato un “obiettivo legittimo” se queste persone non fossero state rilasciate immediatamente. Da parte sua, l’esercito di Tobruk aveva riferito di aver arrestato solamente 2 turchi nella città petrolifera Nord-orientale di Ajdabiya.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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