Difesa, Italia: nuovo acquisto di F-35

Pubblicato il 28 novembre 2019 alle 20:28 in Europa Italia

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Il ministro della Difesa italiano, Lorenzo Guerini, ha annunciato di voler continuare con l’acquisto di aerei caccia F-35.

È quanto rivelato da Reuters, il quale ha altresì reso noto che l’annuncio di Guerini è stato rilasciato in occasione dell’udienza parlamentare di giovedì 28 novembre.

L’annuncio di Guerini, inoltre, giunge a due giorni di distanza dal suo intervento alla Berlin Security Conference, durante la quale il ministro della Difesa italiano, secondo quanto riportato dal suo Dicastero, ha ribadito l’impegno del proprio Paese in materia di cooperazione internazionale.

Nello specifico, Guerini ha sottolineato l’impegno dell’Italia a garantire sempre maggiori livelli di sicurezza a livello europeo, nell’ottica di un’Europa unita a livello strategico e complementare all’Alleanza Atlantica.

La sicurezza europea, secondo quanto dichiarato dal ministro, è chiamata ad affrontare sfide complesse, le quali richiedono un adattamento delle strategie finora adottate. In particolare, ha sottolineato Guerini, l’attuale situazione geostrategica vede come prima minaccia il terrorismo, anche in seguito al ritorno dei foreign fighter nei loro Paesi di origine. In secondo luogo, ha riconosciuto Guerini, anche il cambiamento climatico concorre a destabilizzare l’Europa, in quanto probabile causa di crisi umanitarie, nonché possibile aggravante per il fenomeno migratorio.

A tali rischi, considerabili tradizionali, Guerini ha aggiunto nuove sfide e minacce, le quali sono asimmetriche e ibride, fattori che le rendono trasversali e in continuo sviluppo.

È soprattutto in virtù di tali minacce che l’Italia ha invocato una maggiore sinergia tra NATO e UE, i “pilasti della Difesa”. Per quanto riguarda l’Alleanza Atlantica, inoltre, considerata da Roma quale “imprescindibile punto di riferimento” per quanto riguarda la deterrenza, Guerini ha dichiarato di ritenere necessario un approccio bilanciato, a 360°, ma equilibrato verso tutti i suoi compiti primari.

L’Europa, inoltre, secondo quanto aggiunto dal Ministro, deve affrontare e sfide che emergono data la centralità geostrategica che riveste il Mediterraneo per la regione. Per tale motivo, Guerini ha richiesto impegno nell’assicurare la sicurezza e la stabilità della regione mediterranea da parte di ONU, UE e NATO. Ciò, ha aggiunto Guerini, vale anche per la regione balcanica.

Tali temi, e soprattutto la Difesa Europea, sono inoltre stati i punti cardine dell’incontro che ha avuto luogo al termine della Conferenza di Berlino con l’omologo tedesco di Guerini, Annegret Kramp-Karrenbauer.

Oltre al ministro della Difesa, la Conferenza sulla sicurezza di Berlino ha visto anche l’intervento del Capo di Stato Maggiore della Difesa, il generale Enzo Vecciarelli, il quale ha confermato quanto dichiarato dal proprio ministro, approfondendo, tuttavia, le sfide che emergono in materia di terrorismo e immigrazione, per le quali deve essere adottato un approccio omnicomprensivo.

Nello specifico, Vecciarelli si è focalizzato sulle aree geografiche strategiche per l’Italia, ovvero il Mediterraneo e l’Africa, dove tali sfide emergono in misura rilevante. In materia di immigrazione, soprattutto, ha sottolineato il Capo di Stato Maggiore, l’Italia richiede alle Organizzazioni Internazionali e agli accordi bilaterali di adottare strategie tese ad agire nelle aree di provenienza delle minacce, soprattutto in riferimento al lato Sud.

Gli interventi delle massime cariche dello Stato in materia di Difesa si rivelano in continuità con quanto dichiarato lo scorso 31 ottobre dal ministro della Difesa italiano, Lorenzo Guerini, il quale aveva annunciato le linee programmatiche che indirizzeranno l’azione della Difesa e delle Forze Armate nel corso del suo mandato. In tale occasione, Guerini aveva dichiarato che le principali aree di interesse strategico per la Difesa si collocano nel “Mediterraneo allargato”, un’area comprensiva di 4 regioni geografiche: MENA, Sahel, Corno d’Africa e Balcani. Il Mediterraneo allargato, si legge nel documento, chiama in causa il tema del terrorismo, dell’immigrazione, della sicurezza energetica e dell’ottenimento di materie prime, fattori che rendono la stabilità di tale area una “esigenza vitale” del Paese.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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