Brasile: Tribunale di Curitiba aumenta condanna di Lula a 17 anni

Pubblicato il 28 novembre 2019 alle 10:38 in America Latina Brasile

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La giustizia brasiliana ha aumentato la pena contro Luiz Inacio Lula da Silva, ex presidente del Brasile (2003-2010), per il suo coinvolgimento nel caso Atibaia, un caso di corruzione in cui il leader del Partito dei Lavoratori (PT), la formazione di sinistra al governo dal 2003 al 2016, è stato accusato di corruzione e riciclaggio di denaro per aver ricevuto una residenza nella località di Atibaia (Stato di San Paolo) in cambio di favori fatti dal suo esecutivo alle imprese edili coinvolte nell’operazione Lava Jato, la mani pulite brasiliana.

All’unanimità, il Tribunale Regionale Federale della Quarta Regione (TRF4) ha votato per aumentare la pena a Lula da Silva da 12 anni e 11 mesi a 17 anni, un mese e 10 giorni di carcere per i reati di corruzione passiva e riciclaggio di denaro. La prima condanna, per il caso del Triplex di Guarujá, derivava sempre dall’aver accettato in dono una casa (a Guarujá, sempre nello Stato di San Paolo), come ricompensa per gli aiuti illegittimamente forniti a impresari amici.

Il procuratore del caso Lava Jato, João Pedro Gebran Neto, è stato il primo a esprimere il proprio voto durante la sessione. A seguito della decisione di Gebran Neto, il giudice Leandro Paulsen ha votato allo stesso modo del suo predecessore, estendendo la pena detentiva per Lula da Silva.

In precedenza, sia Gebran che Paulsen avevano rifiutato di annullare la sentenza che aveva condannato Lula a 12 anni e 11 mesi di prigione per presunto beneficio di lavori milionari in una casa in Atibaia, nel quadro di un piano di corruzione che prevedeva appalti di favore alle società di costruzioni Odebrecht, OAS e Schahin, in cambio di contratti con l’azienda petrolifera statale Petrobras.

A maggioranza, i magistrati hanno respinto la decisione della Corte suprema federale (STF), che ha sospeso le sentenze in seconda istanza in quanto gli imputati non avevano esaurito tutti i ricorsi a loro disposizione. Dopo questa sentenza, l’8 novembre, Lula da Silva è stato rilasciato dalla Soprintendenza della polizia federale di Curitiba, nello stato del Paraná.

Da ultimo, il presidente della TRF4, Carlos Thompson Flores, ha confermato l’aumento della sentenza a Lula da Silva da 12 anni e 11 mesi a 17 anni e 40 giorni. 

Indipendentemente dalla decisione del Tribunale regionale federale TRF4, l’ex presidente del Brasile non tornerà immediatamente in prigione, poiché bisogna attendere lo studio di tutti i ricorsi a disposizione della difesa del leader del PT. Tuttavia, segnalano gli analisti, è un ulteriore passo verso una possibile condanna definitiva che potrebbe riportarlo in prigione.

Con questa decisione, Lula accumula due condanne nel quadro dell’operazione Lava Jato, per il caso Triplex e per il caso Atibaia, tuttavia tra i vari filoni d’indagine della mani pulite brasiliana vi sono ancora sei processi in corso contro l’ex capo dello stato per casi di corruzione, riciclaggio di denaro e abuso d’ufficio.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo e portoghese

 

di Redazione

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