Brasile: freno alle riforme economiche

Pubblicato il 28 novembre 2019 alle 6:30 in America Latina Brasile

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L’ondata di malcontento e le proteste di piazza che scuotono diversi paesi del Sud America non hanno raggiunto il Brasile, ma a Brasilia il timore e il nervosismo per un possibile contagio sono evidenti. Il ministro dell’Economia, l’ultra-liberista Paulo Guedes  ha ammesso lunedì sera negli Stati Uniti che la paura di focolai di proteste di piazza è il motivo per cui il governo ha posto un freno al suo ambizioso programma di riforme per aprire l’economia a investitori privati e ridurre la presenza dello stato.

Il ministro Guedes ha persino evocato il decreto AI-5, un atto legislativo della dittatura militare, che nel 1968 permise la decadenza dei mandati dei parlamentari avversi ai militari, interventi ordinati dal presidente nei comuni e negli stati e la sospensione di eventuali garanzie costituzionali, il che alla fine ha portato all’istituzionalizzazione della tortura. L’AI-5 (Atto Istituzionale n.5) segnò l’inizio degli anni di piombo brasiliani e della tappa più dura della dittatura militare che resse il paese dal 1964 al 1985. Guedes ha fatto riferimento all’AI-5 spiegando che “è irresponsabile convocare la piazza per dire loro che hanno il potere”, in riferimento all’ex presidente Lula da Silva, liberato dal carcere nelle scorse settimane in attesa di una sentenza definitiva sulla sua condanna a dodici anni e sei mesi per corruzione e abuso d’ufficio. Guedes ha avvisato i suoi connazionali: “Non abbiate paura se qualcuno chiede AI5”. Lo sdegno è stato immediato ed è stato fortemente criticato da politici e opinionisti.

Guedes ha spiegato con estrema franchezza la situazione in una lunga conferenza stampa a Washington dopo l’incontro con i membri dell’amministrazione Trump. Ha ammesso che l’ondata senza precedenti di proteste in America Latina è il motivo per cui il governo ha rallentato le riforme fiscali e sul pubblico impiego, che avrebbe presentato al Congresso questo novembre: “È vero che abbiamo rallentato. Quando tutti iniziano a uscire senza una ragione apparente, dici: Guarda, per non dare loro un pretesto meglio aspettare, capiamo cosa sta succedendo” – ha detto, secondo il quotidiano paulista Estadão.

Il ministro plenipotenziario per gli affari economici, un ex banchiere con poca esperienza politica e la sua agenda riformista sono il motivo per cui gli uomini d’affari e gli investitori brasiliani e stranieri hanno dato sostegno al governo di Bolsonaro sin dall’inizio. Questo governo è riuscito a realizzare una impopolare riforma delle pensioni senza grandi conseguenze, ma ora non vuole rischiare oltre. Guedes ha sottolineato che l’economia brasiliana sta iniziando a riprendersi e che Bolsonaro mantiene il suo impegno nell’agenda riformista.

Gli analisti segnalano, tuttavia, che il discorso del ministro negli USA ha accresciuto la sfiducia degli investitori oltre ad aver preoccupato i brasiliani per il suo riferimento alla dittatura militare.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo e portoghese

di Redazione

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