USA: cartelli messicani nella lista delle organizzazioni terroriste

Pubblicato il 27 novembre 2019 alle 14:31 in Messico USA e Canada

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato martedì 26 novembre durante un’intervista televisiva che intende inserire i cartelli messicani nella lista delle organizzazioni terroriste. La misura aprirà, secondo la stampa messicana inevitabilmente, un altro fronte caldo nelle relazioni di Trump con il governo messicano di Andrés Manuel López Obrador. “Il Messico non ammetterà mai alcuna azione che significhi violazione della sua sovranità nazionale” – ha scritto il ministro degli Esteri messicano Marcelo Ebrard sul suo account Twitter in reazione alla dichiarazione del presidente statunitense. La questione era sul tavolo della Casa Bianca su richiesta della famiglia LeBarón, la famiglia di nazionalità messicana e statunitense vittima di un attacco all’inizio del mese ai confini tra Sonora e Chihuahua, in cui furono uccise nove persone di cui sette bambini. 

Il piano non è nato a seguito di questo sanguinoso evento, che un gruppo criminale legato al cartello dei Los Zetas, attivo nel Messico nord-orientale avrebbe commesso, ma è stato studiato per mesi, secondo quanto dichiarato dal presidente degli Stati Uniti. “Ci ho lavorato negli ultimi 90 giorni, sapete che la designazione di un’organizzazione come terrorista non è facile, si deve seguire un processo ed è quello che stiamo facendo” – ha spiegato al programma del giornalista conservatore Bill O’Reilly, No Spin News.

Il governo del Messico ha risposto rapidamente dopo l’annuncio di Trump a O’Reilly. Il capo della diplomazia di López Obrador, Marcelo Ebrard, cercherà di contattare il suo omologo americano, Mike Pompeo, per comprendere le implicazioni della misura. “Il governo del Messico cercherà di tenere quanto prima un incontro di alto livello per presentare la posizione messicana” – ha dichiarato il ministero degli Esteri di Città del Messico in una nota. “Il rispetto reciproco è la base della cooperazione” – ha aggiunto Ebrard in un tweet.

I funzionari messicani cercheranno inoltre di proporre a Washington una tabella di marcia su questioni che incidono sulla sicurezza di entrambe le nazioni. Tra queste, il commercio di armi dagli Stati Uniti oltre il confine meridionale, i flussi monetari delle organizzazioni criminali e il traffico in Messico di precursori chimici per la fabbricazione di droghe che saranno poi vendute in territorio statunitense.

Lunedì, il Messico aveva già mostrato pubblicamente un rifiuto della posizione delineata dagli Stati Uniti. Ebrard ha respinto l’inclusione dei gruppi criminali messicani nell’elenco dei terroristi di Washington. “La questione del narcoterrorismo ha implicazioni legali, considerando che gli atti sono molto gravi, ma ha un impatto legale internazionale” – ha detto Ebrard, aggiungendo che l’inclusione del cartelli nella lista delle organizzazioni terrorista comporterebbe “implicazioni non necessarie”.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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