Honduras: preoccupazione per l’aumento degli omicidi di giornalisti

Pubblicato il 27 novembre 2019 alle 10:09 in America Latina America centrale e Caraibi

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Il recente omicidio di due reporter ha confermato la cattiva fama dell’Honduras come uno dei paesi più insicuri per praticare il giornalismo, con il fatto aggravante che tali crimini tendono a rimanere impuniti. 

Amada Ponce del Comitato per Espressione libera (C-Libre), agenzia che lotta per il diritto all’informazione in America Centrale, afferma: “Siamo preoccupati per l’aumento degli omicidi di giornalisti nel 2019, in quanto ci rende il paese con il maggior numero di crimini pro capite nei confronti dei professionisti della comunicazione in tutto il mondo”.

C-Libre ha denunciato martedì l’omicidio di José Arita, conduttore del programma “L’ora della verità” su Canal 12 Puerto Vision, a soli cinque giorni dall’omicidio di Johana Alvarado, che si era unita alla redazione sportiva del Canale 45 di Catacamas, nell’est dell’Honduras, da appena una settimana.

Arita è il sesto giornalista assassinato quest’anno in Honduras e, sebbene non vi siano prove che i crimini siano tutti collegati all’esercizio della professione, molte delle vittime erano note per i loro servizi critici e poco compiacenti nei confronti delle autorità.

“L’omicidio di Arita ci fornisce elementi importanti sul messaggio di impunità e insabbiamento che viene imposto, specialmente nei media all’interno del paese” – ha aggiunto Ponce.

Almeno 83 giornalisti, proprietari e impiegati dei media sono stati uccisi in Honduras dal 2001 a oggi, e il 95% di questi crimini rimane impunito, secondo l’Ordine professionale dei giornalisti dell’Honduras.

Agli omicidi si aggiunge l’abbandono del paese da parte di una ventina di professionisti della comunicazione a causa di minacce di morte, della mancanza di protezione da parte dello Stato e della continua violazione delle convenzioni internazionali per garantire l’esercizio della professione e della libertà d’informazione.

Ponce ha avvertito che il rischio per giornalisti e altri impiegati dei media aumenta a causa della mancanza di azioni forti del meccanismo di protezione nazionale, della procura speciale per i giornalisti investigatori e del commissario nazionale per i diritti umani, in particolare nelle regioni dove praticare la professione è più rischioso.

Un recente rapporto della Commissione interamericana per i diritti umani (CIDH) sull’Honduras ha messo in guardia sul fatto che “la persistenza di alti livelli di violenza contro i giornalisti e l’impunità della maggior parte dei crimini continuano ad essere un problema serio”. A ciò si aggiungono i casi di insulti, calunnie e altri reati inclusi nella riforma globale del codice penale che incidono sulla libertà di espressione e sulla presentazione di un progetto di regolamentazione dei social network.

La Procura della Repubblica per i crimini contro la vita ha informato la CIDH che sta indagando su 66 omicidi di giornalisti dal 2013. In 24 casi i responsabili sono stati perseguiti e solo in otto casi sono state emesse condanne. Non sono stati individuati mandanti o autori intellettuali di alcun omicidio.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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