Balcani: continua l’avvicinamento della Cina alla Serbia

Pubblicato il 27 novembre 2019 alle 19:00 in Cina Serbia

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Il vicepremier della Serbia, nonché ministro dell’Edilizia, dei Trasporti e delle Infrastrutture,  Zorana Mihajlovic, ha incontrato l’ambasciatore della Cina a Belgrado, Chen Bo.

È quanto rivelato dal governo croato, ripreso da PortSEurope, il quale ha annunciato che l’incontro è stato incentrato sul rafforzamento della cooperazione tra i due Paesi in merito all’avvio di progetti infrastrutturali condivisi.

Nello specifico, i due Paesi hanno avuto occasione di aggiornarsi in merito agli sviluppi della costruzione della rete ferroviera ad alta velocità della Serbia, soprattutto in riferimento al tratto che collega il centro della capitale, Belgrado, e Stara Pazova, nel Nord del Paese, a poco più di 40 km di distanza.

In aggiunta, Mihajlovic e Chen Bo hanno discusso di un secondo tratto della nuova rete ferroviaria, il cui inizio dei lavori è previsto per i primi quattro mesi del 2020 e che collega la seconda città della Serbia, Novi Sad, nel Nord del Paese, e Subotica, al confine settentrionale con l’Ungheria.

Secondo quanto dichiarato dal vicepremier, la collaborazione con la Cina, la quale si è rivelata efficiente e performante, ha consentito alla Serbia di accelerare lo sviluppo di numerosi progetti. Per tale ragione, secondo le dichiarazioni del ministro serbo, Belgrado intende continuare a lavorare insieme e da vicino all’avvio di nuovi progetti.

Ad esempio, stando a quanto riportato dal governo croato, i due Paesi hanno pianificato l’avvio dei lavori per la costruzione di un valico in grado di attraversare la montagna di Fruska Gora, la quale si trova a cavallo tra Serbia e Croazia. In aggiunta, Serbia e Cina intendono collaborare nella costruzione di una superstrada che colleghi Novi Sad e Ruma, città del Nord-Ovest del Paese, e di un altro tratto di superstrada, questa volta tra Iverak, nell’Ovest del Paese, e Iverak, nel Centro, distanti oltre 85 chilometri. Tale tratto, ha rivelato la Serbia, collegherebbe la città di Valjevo, a circa 27 chilometri di distanza da Iverak, all’autostrada di Veliki Milos.

Serbia e Cina avevano già siglato, lo scorso 7 novembre, un protocollo d’intesa con il colosso delle telecomunicazioni cinese, Huawei, per sviluppare una piattaforma di intelligenza artificiale. Il protocollo prevedeva un prestito di 11.7 milioni di dollari fornito alla Serbia dall’Agenzia Cinese per lo sviluppo della cooperazione internazionale. Tali fondi consentiranno a Huawei di fornire l’infrastruttura cloud al Centro dati di Stato serbo Kragujevac. Tale centro è costato al governo serbo 30 milioni di euro e, sebbene ancora in costruzione, risulterà operativo intorno al luglio 2020.

Precedentemente, il 4 novembre, la premier della Serbia, Ana Brnabic, aveva incontrato il presidente della Cina, Xi Jinping, per discutere della cooperazione economica e politica tra i due Paesi. Tra i vari temi trattati nel corso dell’incontro, anche quello della cooperazione nello sviluppo di infrastrutture e nell’aumento di investimenti cinesi in Serbia, il cui ulteriore aumento, stando a quanto rivelato da Brnabic, rientra tra gli obiettivi della Serbia nell’immediato futuro.

L’avvicinamento della Cina alla regione balcanica preoccupa la regione e i suoi principali alleati, tra cui gli Stati Uniti e la stessa Unione Europea, i quali temono che potenze quali Russia e Cina possano proporsi quale alternativa a Bruxelles dopo che, lo scorso 18 ottobre, Parigi aveva bloccato l’allargamento dell’Unione Europea a Tirana e Skopje. Nel fornire le proprie motivazioni, Parigi aveva dichiarato di ritenere che l’Europa stia già affrontando troppe sfide per consentire l’ingresso di due ulteriori Paesi dei Balcani, una regione ancora in via di recupero dopo le guerre degli anni Novanta e che ancora oggi combatte contro il crimine e la corruzione.

In linea con le preoccupazioni degli Stati balcanici e dei loro alleati, lo scorso 25 ottobre la Serbia aveva annunciato la firma di un accordo commerciale con l’Unione Economica Euroasiatica (EEU), la risposta russa all’Unione Europea.  È in tale contesto che si colloca anche l’ultimo annuncio da parte di Vucic in merito all’intenzione di acquistare diversi sistemi balistici Pantsyr-S e la decisione di Mosca e Belgrado di cooperare nel settore dell’intelligence. 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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