Telefonata Putin-Zelenskij: prove di riavvicinamento tra Mosca e Kiev

Pubblicato il 26 novembre 2019 alle 12:38 in Russia Ucraina

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I presidenti di Russia e Ucraina, Vladimir Putin e Volodymyr Zelenskij hanno affrontato in una conversazione telefonica la restituzione delle navi ucraine sequestrate dalla Russia, nonché i problemi relativi al transito e alle forniture di gas russo all’Ucraina, secondo quanto comunica il Cremlino in una nota.

“La situazione successiva alla consegna delle tre navi militari che Kiev ha usato nella sua provocazione nello stretto di Kerch nel novembre 2018, è stata affrontata” – afferma il comunicato della Presidenza della Federazione russa.

Il presidente ucraino nella conversazione telefonica ha sottolineato l’importanza della restituzione delle navi da parte della Russia lo scorso 18 novembre, come un gesto di distensione tra i due paesi, comunica la Presidenza della Repubblica ucraina sul suo sito ufficiale. “Allo stesso tempo, Volodymyr Zelenskij ha sottolineato la necessità di restituire le armi, l’equipaggiamento e la documentazione ritrovati sulle navi” – aggiunge la nota del governo di Kiev.

Inoltre, Putin e Zelenskij “hanno discusso in dettaglio il problema del gas, tra cui la continuazione del transito del gas verso l’Europa e la ripresa delle forniture dirette di gas russo all’Ucraina” – riferisce il Cremlino, che conclude la nota affermando che i leader di Russia e Ucraina hanno concordato di continuare i contatti a diversi livelli.

La conversazione telefonica tra Putin e il suo omologo ucraino è stata condotta su iniziativa di Kiev, confermano le due presidenze. Non è stato reso noto se si è discusso del processo di ritiro dalle zone demilitarizzate in corso nel Donbass, che sarà oggetto del vertice del Quartetto Normandia (Francia, Germania, Russia e Ucraina), previsto per il 9 dicembre prossimo a Parigi.

Nel novembre 2018, tre navi della Marina ucraina hanno violato il confine marittimo russo entrando in un’area provvisoriamente chiusa alla navigazione e dirigendosi verso lo stretto di Kerč’, che collega il mar Nero e il mar d’Azov. Mosca ha sempre sottolineato che le navi ucraine hanno violato acque territoriali appartenenti alla Russia anche prima dell’annessione della Crimea. 

Le navi ucraine, secondo quanto riferì all’epoca la marina militare russa, hanno eseguito manovre pericolose e non hanno obbedito all’intimazione di fermarsi. Sono state quindi abbordate e sequestrate, mentre i 24 membri dell’equipaggio sono stati arrestati.

Il presidente russo ha descritto l’incidente “una provocazione” e ha sottolineato che tra i membri dell’equipaggio delle navi incriminate c’erano agenti del servizio di sicurezza ucraino, che stavano effettivamente dirigendo l’operazione e ha sottolineato che le guardie di frontiera russe stavano compiendo il loro dovere professionale.

Il 7 settembre scorso i militari ucraini che hanno violato le acque territoriali russe sono stati consegnato all’Ucraina in base agli accordi sul rilascio simultaneo di prigionieri e il 18 novembre scorso la Russia ha restituito le navi sequestrate.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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