Repubblica Ceca accusa Russia e Cina di spionaggio

Pubblicato il 26 novembre 2019 alle 19:30 in Cina Repubblica Ceca Russia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

I servizi segreti della Repubblica Ceca hanno rivelato, martedì 26 novembre, che nel 2018 il Paese è stato vittima di attacchi cibernetici e di campagne di disinformazione portati avanti da spie della Russia e della Cina.

È quanto riportato da Agence France Press, ripreso da Al Arabiya English, il quale ha rivelato i dettagli del report annuale dell’intelligence ceca, pubblicato il 26 novembre. Nello specifico, il Servizio di intelligence del Paese, in ceco Bezpečnostní informační služba (BIS), è la struttura incaricata di raccogliere e analizzare informazioni sulle minacce contro la sicurezza nazionale del Paese.

Il report, pubblicato nel 2019 ma facente riferimento al 2018, è giunto, sottolinea Al Arabiya English, a un mese di distanza dall’annuncio dell’individuazione di un network di spionaggio da parte della Russia, operante attraverso l’Ambasciata russa di Praga, il quale conduceva attacchi cibernetici contro obiettivi sensibili della Repubblica Ceca e di altri Paesi europei.

Nel 2018, rivela l’ultimo report pubblicato dalla BIS, la Russia ha probabilmente architettato l’attacco cibernetico contro il Ministero degli Esteri della Repubblica Ceca. Tale attacco aveva colpito la rete interna non protetta del Dicastero, alla quale gli hacker hanno tentato di avere accesso garantito e illimitato.

Un secondo attacco, simile per modalità e bersaglio, era stato portato avanti da un gruppo di spionaggio cinese, il quale aveva organizzato l’invio di un malware, cioè un virus, ai computer della rete del Ministero degli Esteri.

In un terzo attacco, invece, un malware era stato inviato agli indirizzi di posta elettronica privati dei militari della Repubblica ceca. Tale attacco cibernetico era stato ricondotto al gruppo APT28, il quale, secondo l’FBI, è controllato dal governo russo.

Per via di tali attacchi, ha dichiarato l’agenzia di sicurezza della Repubblica Ceca, i servizi segreti di Mosca e di Pechino conducono le operazioni di spionaggio “più attive e più aggressive”, le quali hanno coinvolto nel 2018 tutti i settori della società civile, dalla politica alla diplomazia, dallo spionaggio all’economia.

In particolare, la Russia, secondo la BIS, conduce anche attività sul campo, tese a manipolare le convinzioni di chi partecipa al processo decisionale. Ciò fa riferimento sia agli elettori, sia ai vertici del Paese. Per raggiungere tale obiettivo, ha rivelato la BIS, sono stati individuati nel territorio ceco agenti segreti di tutte le branche dell’intelligence della Russia.

In maniera simile, anche la Cina ha cercato di condurre attività sul campo nel 2018. Nello specifico, la BIS rivela che Pechino ha cercato di reclutare cittadini cechi, in aggiunta ai già presenti agenti segreti cinesi.

In aggiunta, secondo quanto rivelato dalla BIS, permane la minaccia, da parte della Russia, di campagne di disinformazione e propaganda.

Le possibili infiltrazioni di Russia e Cina sono un tema ricorrente nella politica della Repubblica Ceca. Lo scorso 8 maggio, il presidente ceco Miloš Zeman, in un’intervista all’agenzia di stampa russa RIA Novosti, aveva tenuto a sottolineare di non essere un agente della Russia o della Cina, in risposta alle accuse avanzate dai leader delle formazioni politiche dell’opposizione.

Il 26 settembre, inoltre, la National Cyber and Information Security Agency (NUKIB), organo centrale dell’Amministrazione ceca dedito alla cybersecurity e alla protezione di informazioni classificate nel settore dei sistemi informativi e della comunicazione, aveva dichiarato di aver scoperto che vi era stata la Cina alla regia dell’attacco cibernetico del 2018 contro una delle principali istituzioni governative della Repubblica Ceca.

Già nel 2017, la NUKIB aveva allertato le istituzioni ceche in merito all’incremento delle attività di spionaggio da parte dei diplomatici russi e cinesi attivi in Repubblica Ceca. Anche questo, però, aveva attirato le critiche del presidente ceco, Milos Zeman, promotore di apertura politica verso Mosca e Pechino, il quale aveva raccomandato all’agenzia di focalizzarsi sull’individuazione di jihadisti nel Paese.

Nello specifico, il 17 dicembre 2018, la NUKIB aveva già pubblicato un avviso ufficiale in merito all’uso di programmi o apparecchiature di due aziende cinesi, Huawei e ZTE, e delle loro collegate, a causa delle minacce poste in materia di cybersecurity. Nel fornire le proprie motivazioni, la NUKIB aveva dichiarato che la struttura della Cina prevede che le aziende collaborino nel raggiungimento degli interessi di Pechino, inclusa la partecipazione ad operazioni di intelligence. In tale contesto, aveva allertato la NUKIB, “la Cina promuove attivamente i propri interessi nel territorio della Repubblica Ceca, conducendo anche attività di spionaggio e interferenza”.

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Jasmine Ceremigna

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.