Il Qatar supporta i piani della Turchia per il Nord della Siria

Pubblicato il 26 novembre 2019 alle 14:25 in Qatar Turchia

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Il Qatar supporta i piani della Turchia di far tornare 1 milione di rifugiati siriani nel Nord-Est della Siria, secondo quanto ha riferito il presidente di Ankara, Recep Tayyip Erdogan.

Erdogan ha anche annunciato di aver richiesto un vertice internazionale di possibili sostenitori che possano finanziare il piano. I funzionari occidentali hanno, tuttavia, riferito di essere riluttanti a supportare un progetto che implichi modifiche demografiche in Siria, facendo riferimento all’operazione di Ankara contro i curdi nel Nord-Est della Siria. Parlando con i giornalisti, sul volo di ritorno da una visita a Doha, Erdogan ha affermato di aver presentato i propri piani all’emiro del Qatar, Sheikh Tamim bin Hamad al-Thani, aggiungendo che “a Tamim sono piaciuti i nostri progetti”. Alla domanda se il Qatar contribuirà o meno a finanziare i piani, Erdogan ha risposto: “Possiamo compiere questi sforzi insieme. Non c’è davvero un altro modo”. 

Erdogan, si è recato a Doha, il 25 novembre, per partecipare alla quinta riunione dell’Alto Comitato Strategico Turchia-Qatar. Il presidente turco ha incontrato lo sceicco Al-Thani, emiro del Qatar, e ha partecipato ad una cena ufficiale offerta in suo onore. Secondo Muhittin Ataman, professore di Relazioni Internazionali all’Università di Ankara, la Turchia e il Qatar tendono ad essere isolati dai Paesi vicini, che non apprezzano le loro decisioni in materia di politica estera. “Egitto, Israele e gli Stati del Golfo, guidati dall’Arabia Saudita, cercano di isolare la Turchia e il Qatar nella regione e questo fatto spinge i due Paesi a rafforzare i loro legami e ad approfondire la loro alleanza”, ha riferito al quotidiano Al-Jazeera. Ataman ha aggiunto poi che Turchia e Qatar trovano l’attuale clima politico dannoso e insostenibile. Il rafforzamento delle relazioni è testimoniato da un aumento delle esportazioni del Qatar verso la Turchia, pari al 27%, che ha visto passare gli introiti per Ankara da 264 a 335 milioni di dollari. Il volume complessivo degli scambi ha toccato i 1.44 miliardi nel 2018 e si prevede che aumenterà ulteriormente nel 2019. Il Qatar è stato progressivamente isolato, a partire dal 2017, in una disputa regionale.

La cosiddetta “crisi del Golfo” ha avuto inizio il 5 giugno 2017, data in cui è stato imposto su Doha un embargo diplomatico, economico e logistico, accusandola di sostenere e finanziare gruppi terroristici come Hamas ed Hezbollah e di appoggiare l’Iran, il principale rivale di Riad nella regione. I paesi fautori del blocco sono Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Bahrain. Da parte sua, il Qatar ha respinto le accuse, pur rimanendo in una condizione di isolamento che ha comportato la chiusura dei confini aerei, marittimi e terrestri, e l’espulsione dei cittadini qatarioti dai Paesi fautori dell’embargo. Per Doha, i Paesi promotori del blocco hanno cercato di minare l’autonomia decisionale e di interferire negli affari interni del Paese. Il 22 giugno 2017, i tre Paesi del Golfo e l’Egitto hanno poi consegnato una lista con 13 richieste da soddisfare per mettere fine all’embargo. Tra queste vi sono la chiusura del quotidiano d’informazione Al-Jazeera e della base militare turca a Doha e la limitazione delle relazioni con l’Iran. Il Qatar ha rigettato la lista definendola “non realistica”, e descrivendo le richieste “non perseguibili”.

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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