Mali: incidente durante un’operazione antiterrorismo, 13 soldati francesi morti

Pubblicato il 26 novembre 2019 alle 12:11 in Francia Mali

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Tredici soldati francesi sono morti in Mali a causa di un incidente tra 2 elicotteri, entrati in collisione nella notte di lunedì 25 novembre durante un’operazione contro i militanti jihadisti della regione. Si tratta di una delle maggiori perdite registrate dall’esercito di Parigi negli ultimi anni. Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha espresso “profonda tristezza” per l’accaduto, sottolineando il coraggio dei suoi soldati impegnati in quella che ha definito “una dura lotta contro il terrorismo nella regione africana del Sahel”.

Sono circa 38 i soldati francesi che hanno perso la vita in Mali da quando Parigi ha lanciato un’operazione militare nel Nord del Paese, nel 2013. L’ex potenza coloniale ha inviato le sue truppe dopo che i militanti islamisti avevano preso il controllo della città di Timbuktu e minacciato di avanzare verso il centro del Paese, nel 2012. L’operazione francese nel Sahel è ad oggi una delle maggiori missioni militari oltremare. Al momento, sono più di 4.500 i soldati francesi impegnati a contrastare la minaccia islamista nella regione, dove militanti legati ad al-Qaeda e allo Stato Islamico diffondono violenza e il terrore.

Il 6 novembre, il ministro della Difesa francese, Florence Parly, aveva annunciato che l’esercito era riuscito ad eliminare “il secondo terrorista più ricercato del Sahel”, il cittadino marocchino Ali Maychou, fondatore di Jama’at Nusrat al-Islam wal Muslimin (Group to Support Islam and Muslims – GSIM/JNIM). Il 2 novembre, l’ISIS aveva rivendicato uno dei maggiori attacchi compiuti di recente in Mali contro una postazione militare, uccidendo circa 53 persone.

La sicurezza del Mali è peggiorata da quando, nel 2013, le forze francesi locali hanno respinto i ribelli islamisti e Tuareg dai territori del Nord, che erano stati occupati nel corso dell’anno precedente. Da allora, si verificano periodicamente attacchi. Inizialmente le azioni terroristiche erano concentrate nel deserto del Nord ma, nel corso del tempo, si sono estese anche nel centro e nel Sud del Paese. 

Le autorità di Bamako si servono soprattutto dell’aiuto della missione dell’Onu, la UN Multidimensional Integrated Stabilization Mission (MINUSMA), e delle forze francesi stanziate nel Paese per assicurare la stabilità nella regione, minacciata dai continui attacchi terroristici. Nell’ambito della MINUSMA, le Nazioni Unite hanno dispiegato circa 12.000 unità tra polizia ed esercito. Si tratta della missione più pericolosa tra tutte le quelle dei caschi blu. L’iniziativa è stata creata con la Risoluzione 2100 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, il 25 aprile 2013, con l’obiettivo di fornire sostegno al processo di transizione politica e stabilizzazione nel Paese.

La forza francese presente in Mali dall’agosto 2014 è conosciuta con il nome di operazione Barkhane. Cooperando con le forze maliane, Barkhane ha cercato di eliminare gli elementi terroristici nel Mali settentrionale e centrale, in particolare Jama’at Nusrat al-Islam wal-Muslimin (JNIM), il gruppo che si è formato dalla branca del Sahara di al-Qaida nel Maghreb islamico (AQIM), al-Murabitoun, Ansar al-Dine e il Fronte di liberazione della Macina. Da giugno 2018, sono aumentati anche gli scontri tra i gruppi terroristici, come Al-Qaeda nel Maghreb Islamico (AQIM), e la task force internazionale antiterrorismo nota con il nome di G5 Sahel.

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Chiara Gentili

di Redazione

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