Italia-Myanmar: nuove prospettive di collaborazione economica

Pubblicato il 26 novembre 2019 alle 15:11 in Italia Myanmar

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Il sottosegretario al Ministero degli Affari Esteri italiano, Ivan Scalfarotto, ha incontrato a Milano il ministro degli Investimenti e delle Relazioni Economiche Estere del Myanmar, U Thaung Thun.  

Secondo quanto riferisce il sito ufficiale della Farnesina, il colloquio è avvenuto il 24 novembre e si è trattato del primo incontro tra i due governi, negli ultimi due anni. Durante l’incontro sono state affrontate una serie di tematiche relative a future prospettive di collaborazione economica tra i due Paesi. Il Myanmar è un Paese con i tassi di crescita tra i più elevati al mondo e presenta significative opportunità nel settore energetico, agroalimentare, del turismo e delle infrastrutture. Nel corso dell’incontro, il sottosegretario Scalfarotto “ha voluto sottolineare il sostegno dell’Italia per la transizione democratica del Paese, insieme alla forte preoccupazione per la crisi umanitaria della popolazione Rohingya e per la situazione dei diritti umani nel Paese”.

I Rohingya non sono mai stati riconosciuti ufficialmente come etnia dal Myanmar, dove sono stati vittima di persecuzioni dalla maggioranza buddhista e dall’esercito. Tali violenze sono aumentate nell’agosto del 2017, finendo al centro dell’attenzione internazionale. In tale mese, a seguito a degli attacchi sferrati contro alcune stazioni di polizia da un gruppo di militanti islamisti della minoranza, vi è stato un esodo di circa 700.000 Rohingya verso il Bangladesh. L’Onu ha pubblicato un rapporto, il 27 agosto 2018, in cui alcuni ufficiali dell’esercito del Paese asiatico sono accusati di genocidio nei confronti della minoranza musulmana. Alla voce delle Nazioni Unite si sono unite quelle degli Stati Uniti e della Gran Bretagna, che hanno definito le azioni dell’esercito birmano “pulizia etnica”. Le autorità dello Stato asiatico hanno contestato tutte le accuse, incolpando i Rohingya di terrorismo. 

Nel 1996 l’Unione Europea ha imposto le prime sanzioni economiche contro il Myanmar, dovute alle violazioni dei diritti umani portate avanti dai governi militari al potere. Di conseguenza, il Paese si è avvicinato alla Cina, che ha avviato un massiccio sfruttamento delle risorse naturali, di cui il Myanmar è ricchissimo. Tra queste vi sono: gemme, gas naturale, legname. Altri partner commerciali importanti rimasero la Thailandia e l’India. La sospensione per un anno delle sanzioni UE, a partire dal 23 aprile 2012, e la loro definitiva rimozione il 22 aprile 2013 ha permesso di includere il Myanmar tra i Paesi ad alto potenziale di crescita. L’embargo sulle armi, tuttavia, è rimasto in vigore. Oggi, il Paese è alla ricerca di capitali esteri e ha lanciato una politica economica di apertura con l’obiettivo di attrarre investimenti esteri. 

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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