Hong Kong: Carrie Lam ammette la sconfitta alle elezioni

Pubblicato il 26 novembre 2019 alle 13:24 in Asia Hong Kong

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Carrie Lam ha riconosciuto che i cittadini di Hong Kong hanno manifestato una grave insoddisfazione nel suo governo, a seguito della vittoria dei partiti pro-democrazia alle elezioni del 24 novembre. 

La governatrice della città ha tenuto un discorso pubblico a seguito della vittoria schiacciante dei partiti pro-democrazia ad Hong Kong. Molti dei candidati erano leader nelle proteste. Tuttavia, la Cina ha incolpato le potenze straniere di aver fomentato i disordini in città, ma non ha commentato direttamente i risultati e i principali notiziari cinesi hanno semplicemente evitato di riportare i dettagli riguardanti il voto di Hong Kong. Tuttavia, il 26 novembre, il diplomatico cinese, Yang Jiechi, ha condannato l’approvazione delle leggi degli Stati Uniti a sostegno dei manifestanti della città, aggiungendo che Pechino  ha “espresso la nostra posizione contraria agli statunitensi”, secondo l’agenzia di stampa Xinhua. Dall’altra parte, il 25 novembre, il Ministero degli Esteri ha convocato l’ambasciatore degli Stati Uniti, Terry Branstad, per protestare contro il cosiddetto “Hong Kong Human Rights and Democracy Act”, che rappresentava una grave ingerenza in una questione interna cinese. 

Le elezioni locali ad Hong Kong, che si sono svolte nella giornata del 24 novembre, hanno rappresentato un momento di svolta per la città. Per iniziare, l’affluenza ha raggiunto livelli record, in quelle che sono considerate le uniche elezioni democratiche della città. Gli aventi diritto al voto sono 4.13 milioni e si sono recati alle urne ben 2.94 cittadini, con una partecipazione pari al 71%. I primi risultati raccolti dal South China Morning Post hanno mostrato che i partiti pro-democrazia hanno vinto ben 278 dei 344 seggi nel consiglio distrettuale. I partiti pro-Pechino ne hanno conquistati, invece, 42 e gli indipendenti 24. Molti personaggi di spicco del movimento di protesta hanno guadagnato un posto nel consiglio. Inoltre, i partiti pro-democrazia sono riusciti ad assicurarsi il controllo della maggioranza in 12 distretti su 18. Un risultato straordinario se si pensa che alle precedenti elezioni non controllavano nessuno di questi.

Le elezioni sono state straordinariamente pacifiche e ordinate, in quello che è stato il primo fine settimana senza violenza degli ultimi mesi. Questi risultati arrivano a seguito di mesi di scontri e proteste. Le mobilitazioni ad Hong Kong sono iniziate il 31 marzo e sono nate a seguito della presentazione di una controversa proposta di legge che prevedeva l’estradizione in Cina. La proposta è stata ritirata, ma dopo pochi mesi, si sono trasformate in una sfida contro il governo della città e contro l’influenza di Pechino. Oggi, sono diventate quotidiane e i leader delle proteste stanno cercando il supporto internazionale contro l’ingerenza cinese nella città semi-autonoma. Il mese di novembre ha visto alcune delle peggiori violenze. Lunedì 11 novembre, un agente di polizia ha sparato a distanza ravvicinata contro una persona che faceva parte delle proteste. Lo stesso giorno, in un incidente separato, un uomo che esternava posizioni pro-Pechino è stato cosparso di benzina e dato alle fiamme dai manifestanti. 

Gli attivisti pro-democrazia di Hong Kong hanno 4 principali richieste, oltre quella relativa al ritiro di una proposta di legge che permetteva l’estradizione in Cina, che l’esecutivo di Hong Kong ha cancellato definitivamente il 4 settembre. La prima riguarda l’avvio di una inchiesta indipendente su ciò che è accaduto nel corso delle proteste, sia in riferimento alla condotta dei manifestanti, ma sopratutto per quanto riguarda l’utilizzo della violenza da parte delle autorità. La seconda è quella di ottenere elezioni libere e democratiche, sul modello di Taiwan. La terza richiesta prevede invece l’abbandono del termine “rivolta” in riferimento alle manifestazioni in corso ad Hong Kong. Infine, gli attivisti chiedono che vengano annullati i capi d’accusa indirizzati contro coloro che fino ad ora sono stati arrestati. 

 

di Redazione

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