Siria: la delegazione di Assad si assenta al comitato costituzionale

Pubblicato il 25 novembre 2019 alle 15:35 in Medio Oriente Siria

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Un corrispondente di al-Arabiya ha riferito che la delegazione del regime siriano, lunedì 25 novembre, ha lasciato la sede delle Nazioni Unite di Ginevra, senza partecipare alla sessione plenaria del comitato costituzionale.

Si tratta di un incontro tra i diversi attori del panorama siriano, incontratisi a Ginevra il 30 ottobre scorso per la prima volta. Il primo round di discussioni ha avuto fine l’8 novembre, quando è stato fissato il successivo appuntamento della commissione per il 25 novembre. È da mesi che l’Onu si sta adoperando per creare una commissione costituzionale volta a porre fine alla perdurante crisi in Siria. Il numero totale dei membri ammonta a 150. In particolare, 50 sono stati scelti dal regime siriano, 50 dalle fazioni di opposizione e la restante parte dall’inviato speciale delle Nazioni Unite, Geir Otto Pedersen, il quale ha tenuto conto dell’opinione di esperti e di rappresentanti della società civile. Lo scopo è redigere una costituzione che dovrà poi essere votata dal popolo siriano.

Lunedì 25 novembre vede il secondo meeeting di tale commissione, ma fin da subito sono emerse divergenze di opinioni, riguardanti altresì i punti da inserire nell’agenda di discussioni all’ordine del giorno. In tale quadro, la delegazione in rappresentanza della società civile ha rivelato che il regime siriano aveva richiesto di condannare l’operazione condotta dalla Turchia nel Nord-Est della Siria, intrapresa il 9 ottobre scorso. La richiesta, non accolta nell’immediato, ha portato ad un primo fallimento della sessione. Secondo quanto, invece, riferito dall’agenzia di stampa del regime, Sana, la causa dell’abbandono dell’incontro da parte dei rappresentanti del regime è da ritrovarsi in un mancato accoglimento delle richieste avanzate relative ai punti di discussione.

Nella sera del 24 novembre, Pedersen si è incontrato con il capo della delegazione dell’opposizione, Hadi al Bahra, per parlare dell’incontro del giorno successivo. In tale occasione, al-Bahra ha affermato che l’organo negoziale siriano ha invitato le Nazioni Unite e la comunità internazionale a condurre un’indagine internazionale sui crimini di guerra commessi di recente contro il campo profughi di Kah. Qui, il 20 novembre scorso, 12 persone sono state uccise a seguito di un attacco condotto dalle forze del regime siriano.  A tal proposito, al- Bahra ha messo in luce la necessità di un cessate il fuoco globale in tutti i territori siriani, nonché il dovere di garantire la protezione dei campi e delle strutture sanitarie e pubbliche. A detta di al-Bahra e di Pedersen, si tratta delle prime mosse per garantire l’efficacia del comitato costituzionale, con il fine ultimo di giungere ad una soluzione politica, nell’interesse dell’intera popolazione siriana.

Secondo quanto rivelato, l’incontro del 25 novembre riguarderà anche l’elaborazione di documenti relativi ai principi generali del comitato e della costituzione futura, alla struttura di Stato, magistratura, potere esecutivo e legislativo, nonché a questioni inerenti diritti, libertà e sicurezza. Il secondo round di colloqui dovrebbe durare fino a venerdì 29 novembre.

Una nuova costituzione rappresenta la principale richiesta da parte dell’opposizione siriana, la quale si è detta sorpresa dalla risposta positiva ricevuta dai rappresentanti del regime, i quali, inizialmente, miravano semplicemente a modificare il documento già esistente. Fonti dell’opposizione sostengono la necessità di una costituzione ex-novo, volta a ridurre i poteri del presidente. Inoltre, con un nuovo documento verrebbero anche divisi i tre poteri, legislativo, esecutivo e giudiziario, in modo da poter accusare il presidente laddove necessario. Al momento, secondo quanto stabilito dalla costituzione attuale, ciò non è possibile, in quanto il presidente è anche capo del Consiglio giudiziario supremo. Inoltre, secondo le norme vigenti, è il presidente a proporre una legislazione e non il governo che, invece, ha poteri minori.

La costituzione attuale, promulgata nel 2012, è in realtà un emendamento di quella del 1973. Le Nazioni Unite e l’opposizione aspirano a concludere il dibattito prima delle prossime elezioni presidenziali del 2021, nella speranza che queste possano essere organizzate secondo i principi del nuovo documento. Tuttavia, non è stata definita alcuna scadenza temporale precisa per le negoziazioni del comitato. Tutte le decisioni saranno prese all’unanimità, ove possibile, altrimenti da una maggioranza pari al 75%, in modo che nessuna fazione determini i risultati più di altre.

Un accordo su un progetto di pace in Siria era stato raggiunto a Ginevra il 30 giugno 2012 e viene tuttora considerato il pilastro che potrebbe portare alla fine del conflitto. Tale patto era stato approvato dai rappresentanti alle Nazioni Unite allora in carica di Lega Araba, Unione Europea, Turchia, USA, Russia, Cina, Francia e Regno Unito ed aveva posto le basi per un processo politico. Il primo passo sarebbe stato costituito dall’istituzione di un ente governativo transitorio con pieni poteri esecutivi, il secondo dalla redazione di una costituzione, ed infine si prevedeva l’indizione di elezioni. Il Consiglio di Sicurezza ha avallato all’unanimità l’accordo con una risoluzione del mese di dicembre 2015, in cui è stata altresì stabilita una tabella di marcia per colloqui e per il cessate il fuoco. Tuttavia, le diverse scadenze non sono mai state rispettate.

La guerra civile in Siria è scoppiata il 15 marzo 2011 ed è tuttora in corso. Metà dei 3 milioni di abitanti dell’area Nord- occidentale del Paese è stata costretta a rifugiarsi in altre zone della Siria, in seguito alle ripetute offensive del presidente siriano, Bashar Al-Assad. La Turchia è sostenitrice dei ribelli, dissidenti del regime.

 

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.