Naufragio al largo di Lampedusa: recuperati 5 corpi senza vita

Pubblicato il 25 novembre 2019 alle 19:07 in Immigrazione Italia

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Si teme che circa 20 persone siano morte in seguito al naufragio, al largo dell’isola di Lampedusa, di un barcone con a bordo centinaia di migranti. Intanto, 5 corpi senza vita, tutti di donne, sono stati recuperati nella giornata di oggi, lunedì 25 novembre. Al momento circa 149 migranti sono stati salvati, inclusi 13 donne e 3 bambini, ma decine risultano ancora dispersi. La Guardia Costiera italiana sta continuando, senza sosta, le ricerche.

Secondo la ricostruzione degli eventi, il barcone stava trasportando circa 160 persone dalla Libia. Poco dopo essere salpata, sabato 23 novembre, l’imbarcazione ha dovuto affrontare una serie di problemi tecnici, aggravati dalle condizioni metereologiche poco favorevoli, che ne hanno provocato in breve tempo il ribaltamento.

L’inizio dell’autunno non ha impedito ai migranti di tentare di raggiungere l’Europa. Giovedì 21 novembre, la ONG spagnola Open Arms aveva annunciato su Twitter di aver salvato 73 migranti a bordo di una barca in difficoltà. Secondo il personale dell’organizzazione, la maggior parte dei migranti era sotto shock e riportava “ustioni di secondo o terzo grado, nonché ferite da arma da fuoco”. Nella serata di domenica 24 novembre, la ONG ha annunciato di aver ricevuto l’autorizzazione allo sbarco da parte del Ministero dell’Interno Italiano. Nel pomeriggio, 11 persone erano già state evacuate al porto di Augusta. “Assegnato Taranto come porto di sbarco per le 62 persone a bordo della Open Arms. Impossibile muoverci prima di domani causa condizioni meteo”, ha scritto la ONG sul suo profilo Twitter. Tra martedì 19 e mercoledì 20 novembre, invece, oltre 120 persone erano state imbarcate a bordo della Ocean Viking, la nave da soccorso gestita da SOS Méditerranée e da Medici senza frontiere. L’imbarcazione ha poi ricevuto l’autorizzazione ad approdare al porto di Messina, dopo aver registrato un numero di migranti a bordo di circa 213 persone, salite in seguito ad ulteriori salvataggi. La decisione di indicare Messina come porto sicuro è stata presa dopo che Italia, Germania, Francia e Malta hanno congiuntamente richiesto alla Commissione europea l’attivazione della procedura di ricollocamento dei migranti salvati in diverse operazioni dalla Ocean Viking. È la prima volta che accade: l’intervento europeo viene sollecitato da tutti i Paesi che hanno condiviso il pre-accordo de La Valletta. Secondo quanto riferito dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, venerdì 22 novembre, altri 6 corpi erano stati recuperati al largo delle coste libiche e almeno 90 persone erano state intercettate dalla Guardia Costiera di Tripoli. In particolare, ha affermato sabato 23 novembre il suo portavoce, nelle ultime 4 operazioni di salvataggio la Guardia costiera libica ha salvato circa 248 migranti.

Secondo le stime dell’IOM, dall’1 gennaio al 15 novembre 2019 i migranti che hanno raggiunto l’Europa sono stati 106.339, di cui 86.098 via mare. Il numero di morti e dispersi ammonta invece a 1.091, di cui 695 nella rotta del Mediterraneo Centrale, la quale vede la Libia tra i principali porti di partenza, 325 nella rotta occidentale, la quale coinvolge Marocco e Algeria, e 71 nella rotta orientale, il cui principale porto di partenza è la Turchia. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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