Le Nazioni Unite intervengono sulla questione cipriota

Pubblicato il 25 novembre 2019 alle 19:32 in Cipro Turchia

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I vertici delle comunità turca e greca di Cipro si incontreranno in un vertice promosso dalle Nazioni Unite e finalizzato alla ripresa del dialogo sull’irrisolta questione cipriota.

È quanto rivelato, lunedì 25 novembre, da Al Jazeera English, il quale ha altresì comunicato che il vertice si terrà sotto forma di cena di lavoro, ospitata dal Segretario generale dell’ONU, Antonio Guterres. All’incontro parteciperanno anche il presidente greco-cipriota, Nicos Anastadiades, e il suo omologo turco-cipriota, Mustafa Akinci. L’obiettivo, secondo quanto rivelato da Al Jazeera English, è delineare i prossimi passaggi per la ripresa del dialogo tra le due parti.

 La questione cipriota fa riferimento alla disputa tra Nicosia e Ankara in merito alla sovranità sull’isola, il cui territorio risulta diviso dalla cosiddetta “linea verde” che separa l’area amministrata dalla Repubblica di Cipro e abitata prevalentemente dalla comunità greco-cipriota dall’area amministrata dalla Repubblica Turca di Cipro del Nord e abitata prevalentemente dalla comunità turco-cipriota. Tale divisione risale al 1974, quando, in seguito al tentativo di colpo di Stato da parte di nazionalisti greco-ciprioti che favorivano l’annessione dell’isola alla Grecia, il 20 luglio, Ankara inviò le sue truppe “a protezione della minoranza turco-cipriota” nella parte settentrionale dell’isola, sulla quale la Turchia ha poi stabilito il controllo.

Nel 1983, inoltre, la Repubblica turco-cipriota ha dichiarato la propria sovranità su Cipro Nord, ma tale indipendenza è riconosciuta soltanto da Ankara e da Nicosia. In tale clima, Al Jazeera English riporta che la Turchia continua a esercitare il controllo sulla propria porzione di isola con decine di migliaia di soldati attivi sul territorio. Anche le Nazioni Unite hanno una propria missione di peacekeeping, i cui caschi blu sono incaricati di sorvegliare la “linea verde”.

Sebbene i vertici di ambo le parti abbiano nel 1960 concordato la creazione di uno Stato federale, con due comunità e due territori, la questione cipriota rimane ancora attiva per via della diversa interpretazione di tale concetto, ad esempio per quanto riguarda chi debba esercitare il potere.

Da oltre 40 anni, i leader turco-cipriota e greco-cipriota, insieme ai rappresentanti dei Paesi garanti (Turchia, Grecia e Regno Unito), hanno avuto colloqui sostenuti dalle Nazioni Unite, volti a risolvere la controversia. L’ultimo round negoziale, sotto l’egida delle Nazioni Unite, si è svolto nel luglio 2017, presso la località svizzera di Crans-Montana, ma si è risolto in un fallimento.

È in tale contesto che, lunedì 25 novembre, Guterres chiederà ad Anastasiades e Akinci di riflettere sulle cause del fallimento del round negoziale del 2017, al fine di spronare la ripresa del processo di pace, il quale dovrà essere caratterizzato dalla volontà politica di ambo le parti.

Tuttavia, Ahment Sozen, un professore di scienze politiche e relazioni internazionali dell’Università del Mediterraneo Orientale, ha dichiarato ad Al Jazeera English di ritenere che Anastasiades e Akinci abbiano fatto ulteriori passi indietro in questi due anni trascorsi dal vertice di Crans Montana.

In primo luogo, ha sottolineato Sozen, la fazione greco cipriota si è allontanata dal concetto di equità politica delle due parti e della partecipazione di entrambe le comunità alle decisioni prese a livello federale, come inizialmente proposto da quadro generale delle Nazioni Unite.  

In secondo luogo, come sottolineato dallo stesso Guterres, permane una profonda sfiducia reciproca tra le due parti, nonostante la comunità internazionale abbia più volte richiesto a entrambi i leader di adottare misure volte alla reciproca integrazione delle due comunità locali.

Le tensioni, inoltre, si sono incrementate anche per via delle riserve energetiche che sono state scoperte di recente a largo delle coste di Cipro, la quale già vende gas naturale a Egitto e Israele.

Le riserve di gas naturale hanno inoltre causato forte tensione con il governo di Ankara, il quale ha inviato missioni di trivellazione in acque al centro di una disputa territoriale. Cipro, in particolare, considera tali acque facenti parte della sua Zona Economica Esclusiva. La Turchia, invece, sostiene di trovarsi in acque internazionali o, quanto meno, della Repubblica turca di Cipro Nord. In tale quadro, la Turchia è stata accusata dall’Unione Europea di pratiche scorrette e violazioni del diritto internazionale, motivo per cui aveva imposto sanzioni su Ankara.

Nonostante tali premesse, sostiene Al Jazeera English, gli analisti non intendono allontanare la possibilità che l’incontro promosso dalle Nazioni Unite possa consentire qualche passo in avanti. Sono numerosi i progressi raggiungibili, quali ad esempio l’adozione di un quadro di riferimento per la ripresa del dialogo, o anche soltanto uno smussamento delle posizioni reciproche.

Nel frattempo, da parte loro, anche Anastasiades e Akinci hanno dichiarato di ritenere l’incontro una possibilità per andare avanti.

Nello specifico, Akinci ha dichiarato di avere intenzione di trovare una soluzione per la questione cipriota. Anastasiades, invece, ha dichiarato di ritenere Cipro troppo piccola per essere divisa, “ma grande abbastanza per accoglierci tutti”.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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