Filippine: salvati due ostaggi rapiti da un gruppo affiliato all’ISIS

Pubblicato il 25 novembre 2019 alle 11:07 in Asia Filippine

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L’esercito di Manila ha salvato un uomo britannico e sua moglie, cittadina filippina, che erano stati rapiti da una stazione balneare da un gruppo armato legato all’ISIS. 

I rapitori fanno parte del gruppo paramilitare islamista filippino, noto come Abu Sayyaf. Le vittime, invece, sono Allan Hyrons e sua moglie, Wilma, che sono stati tenuti prigionieri sulle montagne nei pressi della città di Parang, nella provincia di Sulu, fino alla liberazione, avvenuta domenica 24 novembre. Il comandante militare regionale, Cirilito Sobejana, ha comunicato che le truppe hanno raggiunto i rapitori e hanno salvato la coppia dopo uno scontro a fuoco con i rapitori. “C’è stato uno scontro a fuoco”, ha affermato Sobejana. “Si sono lasciati gli ostaggi alle spalle perché non potevano più portarli con loro. Sono scappati in diverse direzioni ma le nostre truppe li stanno cercando”, ha aggiunto. I militari delle Filippini non sono stati feriti nello scambio di fuoco e nessun riscatto è stato pagato al gruppo.

Un’immagine rilasciata dalle forze armate filippine mostra la coppia che sorride in un campo militare e parla con i generali e altri ufficiali dell’esercito, a Sulu. Sobejana ha riferito che la coppia verrà sottoposta a un controllo medico e verrà interrogata dai funzionari militari. Gli uomini armati hanno rapito la coppia ad ottobre, mentre si trovavano in un resort nella provincia meridionale di Zamboanga del Norte. Sobejana ha poi confermato che 3 pescatori indonesiani sono stati rapiti nello stato Sabah, in Malesia, vicino al confine marittimo con le Filippine meridionali. Anche i pescatori si trovano nelle mani dei combattenti di Abu Sayyaf a Sulu. Il salvataggio è avvenuto dopo che i militari hanno effettuato una serie di operazioni militari contro l’organizzazione paramilitare, riconosciuta come un’organizzazione “terroristica” dagli Stati Uniti e dalle Filippine.

Venerdì 22 novembre, l’esercito di Manila ha ucciso un comandante di “alto valore” di Abu Sayyaf, Talha Jumsah, che è ritenuto essere un personaggio chiave nel rapporto tra lo Stato Islamico e i combattenti locali. Nell’operazione del 24 novembre, invece, le truppe hanno ucciso 5 combattenti, tra cui 2 comandanti, uno dei quali era stato accusato di rapimenti in passato. Abu Sayyaf è emerso alla fine degli anni ’80 come successore dei movimenti separatisti musulmano armati, che si sono formati nel Sud del Paese, che è prevalentemente cristiano cattolico. Dopo aver perso i suoi comandanti in una serie di offensive, Abu Sayyaf si è rapidamente trasformato in un piccolo ma brutale gruppo accusato di rapimenti, decapitazioni e altri atti brutali. La maggior parte delle sue correnti ha giurato fedeltà all’ISIS.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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