Erdogan vola a Doha per incontrare l’emiro del Qatar

Pubblicato il 25 novembre 2019 alle 11:50 in Qatar Turchia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, si è recato a Doha, la capitale del Qatar, per partecipare alla quinta riunione dell’Alto Comitato Strategico Turchia-Qatar.

Erdogan è partito sull’aereo presidenziale turco dall’aeroporto Esenboga di Ankara, nella capitale della Turchia, alle 9.25 ora locale. Durante la sua visita, Erdogan incontrerà lo sceicco Tamim bin Hamad Al-Thani, emiro del Qatar, che presiederà insieme a lui l’Alto Comitato Strategico dei due Paesi. Dopo tale incontro, il presidente turco parteciperà a una cena ufficiale offerta da Al-Thani in suo onore. Si prevede, inoltre, che Erdogan visiterà il comando congiunto delle forze armate del Qatar e della Turchia. Erdogan è accompagnato da una delegazione di alti funzionari turchi, tra cui il ministro della Gioventù e dello Sport, Mehmet Muharrem Kasapoglu, il ministro delle Finanze e del Tesoro, Berat Albayrak, il ministro della Difesa Nazionale, Hulusi Akar, il ministro dell’Industria e della Tecnologia, Mustafa Varank, il ministro del Commercio, Ruhsar Pekcan, il direttore delle Comunicazioni, Fahrettin Altun, e Hakan Fidan, capo dell’Organizzazione per l’Intelligence Nazionale. 

Secondo Muhittin Ataman, professore di Relazioni Internazionali all’Università di Ankara, la Turchia e il Qatar tendono ad essere isolati dai Paesi vicini, che non apprezzano le loro decisioni in materia di politica estera. “Egitto, Israele e gli Stati del Golfo, guidati dall’Arabia Saudita, cercano di isolare la Turchia e il Qatar nella regione e questo fatto spinge i due Paesi a rafforzare i loro legami e ad approfondire la loro alleanza”, ha riferito al quotidiano Al-Jazeera. Ataman ha aggiunto poi che Turchia e Qatar trovano l’attuale clima politico dannoso e insostenibile. Il rafforzamento delle relazioni è testimoniato da un aumento delle esportazioni del Qatar verso la Turchia, pari al 27%, che ha visto passare gli introiti per Ankara da 264 a 335 milioni di dollari. Il volume complessivo degli scambi ha toccato i 1.44 miliardi nel 2018 e si prevede che aumenterà ulteriormente nel 2019. Il Qatar è stato progressivamente isolato, a partire dal 2017, in una disputa regionale.

La cosiddetta “crisi del Golfo” ha avuto inizio il 5 giugno 2017, data in cui è stato imposto su Doha un embargo diplomatico, economico e logistico, accusandola di sostenere e finanziare gruppi terroristici come Hamas ed Hezbollah e di appoggiare l’Iran, il principale rivale di Riad nella regione. I paesi fautori del blocco sono Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Bahrain. Da parte sua, il Qatar ha respinto le accuse, pur rimanendo in una condizione di isolamento che ha comportato la chiusura dei confini aerei, marittimi e terrestri, e l’espulsione dei cittadini qatarioti dai Paesi fautori dell’embargo. Per Doha, i Paesi promotori del blocco hanno cercato di minare l’autonomia decisionale e di interferire negli affari interni del Paese. Il 22 giugno 2017, i tre Paesi del Golfo e l’Egitto hanno poi consegnato una lista con 13 richieste da soddisfare per mettere fine all’embargo. Tra queste vi sono la chiusura del quotidiano d’informazione Al-Jazeera e della base militare turca a Doha e la limitazione delle relazioni con l’Iran. Il Qatar ha rigettato la lista definendola “non realistica”, e descrivendo le richieste “non perseguibili”.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.