Cina al G20: USA sono “la più grande fonte di instabilità mondiale”

Pubblicato il 24 novembre 2019 alle 6:00 in Cina USA e Canada

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Gli Stati Uniti rappresentano la più grande fonte di instabilità del mondo, e i loro politici  vanno in giro per il mondo a diffamare la Cina infondatamente, ha affermato un alto diplomatico di Pechino, sabato 23 novembre, in una sferzata contro il ministeriale G20 che sta avendo luogo in Giappone.

Durante un incontro con il ministro degli Esteri olandese, Stef Blok, a margine del meeting dei ministri degli Esteri dei Paesi del G20 nella città giapponese di Nagoya, il Consigliere di Stato cinese, Wang Yi, non ha trattenuto alcune critiche nei confronti di Washington. “Gli Stati Uniti sono ampliamenti impegnati in unilateralismo e protezionismo, e stanno danneggiando il multilateralismo e il sistema di commercio multilaterale. Sono già diventati il fattore più destabilizzante a livello mondiale”, ha affermato Wang, aggiungendo che gli Stati Uniti, per motivi politici, hanno usato la macchina dello stato per sopprimere gli affari legittimi cinesi e senza motivo hanno accampato accuse contro questi ultimi, il che rappresenta “un atto di bullismo”. Il Consigliere di Pechino ha poi rincarato affermando: “Alcuni politici americani hanno diffamato la Cina in tutto il mondo, ma senza apportare alcuna prova”; l’America ha inoltre “usato le sue leggi nazionali per interferire con crudeltà negli affari cinesi, cercando di danneggiare ‘Un Paese, due sistemi’, e la stabilità e la prosperità di Hong Kong”.

La Cina è stata lodata nel corso della settimana dopo che la Camera dei Rappresentanti americana ha approvato due leggi che supportano i manifestanti di Hong Kong, e ha inviato un avvertimento a Pechino a monito del rispetto dei diritti umani. È inoltre previsto che il presidente americano, Donald Trump, firmi le due proposte di legge facendole entrare in vigore, nonostante le delicate trattative con la Cina.

Pechino ha potere su Hong Kong in base al modello politico “Un Paese, due sistemi”, nonostante la regione goda di libertà non tollerate sul territorio cinese, in primis la libertà di stampa, che però, secondo gran parte della popolazione di Hong Kong, è minacciata dal potere cinese.

Wang ha spiegato che lo sviluppo e la crescita del suo Paese rappresentano una forza motrice storica che nessuno può arginare. “Non c’è modo che gli Stati Uniti ne escano vincitori. Solo una cooperazione win-win tra Cina e Stati Uniti è il giusto sentiero”.

Le relazioni tra le due più grandi economie mondiali sono state danneggiate da una competitiva guerra commerciale, che al momento i due Paesi cercano di risolvere, e da diatribe sui diritti umani, oltre che dal sostegno americano (e di Hong Kong) a Taiwan, sulla quale Pechino reclama la sovranità.

 

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Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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