UK: Jeremy Corbyn pubblica il manifesto elettorale del Partito laburista

Pubblicato il 23 novembre 2019 alle 7:31 in Europa UK

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In Gran Bretagna, a circa 3 settimane dal voto per un nuovo Parlamento, il Partito laburista, attualmente all’opposizione, ha pubblicato il suo manifesto elettorale a Birmingham, promettendo un programma “radicale” per trasformare il Paese.

Tra le promesse dal leader, Jeremy Corbyn, ci sono piani volti a rinegoziare la Brexit entro 3 mesi, a creare 1 milione di nuovi posti di lavoro “verdi” e a imporre una tassa sui proventi straordinari delle compagnie petrolifere.

Le elezioni generali si terranno il 12 dicembre. Il partito dei Liberal Democrats, i Plaid Cymru e i Verdi hanno siglato un’alleanza in occasione del voto in Inghilterra e nel Galles, secondo quanto riferito dal Guardian il 7 novembre. L’alleanza, dal nome “Uniti per rimanere”, conta di ottenere almeno 44 dei 60 posti in Parlamento che vengono decisi dai 60 collegi elettorali coinvolti dalla lista. Tale valutazione, secondo quanto dichiarato da un esperto in materia di elezioni e dirigente di “Uniti per rimanere”, Peter Dunphy, è il risultato di un ampio spettro di dati, tra cui anche i più recenti sondaggi nazionali, ma anche gli ultimi risultati alle elezioni regionali ed europee. Nello specifico, il patto prevede che agli elettori venga data una sola opzione per votare un partito che si batte per rimanere nell’Unione Europea. Con tale premessa, i tre partiti hanno deciso di non farsi concorrenza l’un l’altro nei 60 collegi elettorali. Ciò farà sì che i liberaldemocratici si candideranno in 43 collegi, i Verdi in altri 10 e i Plaid Cymru nei rimanenti 7.

Corbyn, da parte sua, ha dato il via alla propria campagna, facendo appello agli elettori affinché allontanino i conservatori di Johnson, il quale invece aveva dichiarato di ritenere necessario un parlamento nuovo e rivitalizzato, per portare il Regno Unito fuori dal blocco comunitario. Il principale tema che verrà dibattuto durante la campagna elettorale sarà la Brexit, dopo che Johnson non ha rispettato la sua promessa di uscire entro il 31 ottobre “a costo di morire”. Da un lato, i conservatori si batteranno per portare a termine la Brexit secondo l’accordo negoziato da Johnson. Dall’altro, i laburisti spingeranno per ottenere un secondo referendum e lasciare al popolo la facoltà di scegliere e risolvere la questione con Bruxelles.

Il partito della Brexit, inoltre, insisterà sull’uscire dall’UE senza un accordo, mentre i liberaldemocratici cercheranno di raccogliere i consensi dei laburisti incerti battendosi per la rimozione del backstop, la clausola dell’accordo di recesso negoziata dall’ex premier, Theresa May, fortemente contrastata dall’attuale governo, ma fortemente sostenuta dall’Unione Europea.

Le elezioni giungono quindi, ha commentato il Guardian, in un momento caratterizzato da instabilità politica ed è per questo difficile fare una previsione. Secondo i sondaggi, i conservatori hanno circa 10 punti di vantaggio sui Laburisti e tale dato risulta in linea con la riluttanza di Corbyn ad anticipare le elezioni.

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Chiara Gentili

di Redazione

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