Etiopia: la coalizione di governo si unisce in un unico partito

Pubblicato il 23 novembre 2019 alle 7:19 in Africa Etiopia

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Il primo ministro etiope, Abiy Ahmed, ha accolto con favore la proposta di 3 dei 4 partiti della coalizione di governo a unirsi in un unico blocco partitico in vista delle elezioni del 2020. Con il nome di Partito della Prosperità, questa nuova formazione politica servirà a garantire una maggiore unità a livello statale, spera il premier Abiy. La decisione è stata presa all’unanimità poiché al momento del voto sulla proposta i parlamentari dissidenti sono usciti dalla Camera. “La decisione unanime adottata oggi per fondare il Partito rappresenta un passo cruciale per sfruttare la nostra energia verso la costruzione di una visione condivisa. Il Partito della Prosperità si impegnerà a rafforzare e a rispettare un vero sistema federale che riconosca la diversità e il contributo di tutti gli etiopi”, ha dichiarato Abiy con un tweet. I leader della coalizione hanno già approvato il programma del nuovo partito, ha riferito il portavoce Fekadu Tessema.

La manovra mostra come il Paese, il secondo più popoloso dell’Africa e con più di 80 etnie sul suo territorio, sia diviso tra il desiderio di unità nazionale di Abiy e le rivendicazioni di autonomia di alcuni gruppi etnici. Mercoledì 20 novembre, la popolazione della regione di Sidama, stanziata nel Sud del Paese, ha votato per ottenere l’autodeterminazione e formare un nuovo Stato regionale, il decimo del Paese. Il premier Abiy, che appartiene all’etnia Oromo, continua a sperare che le sue riforme possano convincere la popolazione, scoraggiata da decenni di abusi da parte della coalizione al potere, a riacquistare la fiducia nelle istituzioni statali. Gli sforzi riformisti di Abiy, che è diventato primo ministro dell’Etiopia il 2 aprile 2018, gli sono valsi la vittoria del premio Nobel per la Pace 2019.

Il Fronte Democratico Rivoluzionario del Popolo Etiope (EPRDF), formato da 4 partiti, che sono il Fronte di Liberazione del Tigrè, il Movimento Democratico Nazionale Amhara, l’Organizzazione Democratica del Popolo Oromo e il Movimento Democratico dei Popoli del Sud Etiopia, è la coalizione di governo al potere in Etiopia dal 1991. Prima di Abiy, le autorità erano accusate di esercitare gravi restrizioni sui diritti umani e di impedire lo sviluppo della democrazia nel Paese del Corno d’Africa. Nel novembre 2015, vaste proteste erano esplose in diverse città dell’Etiopia per manifestare contro la decisione dell’allora premier, Hailemariam Desalegn, di adottare un controverso piano urbano di ampliamento della capitale, Addis Abeba, a discapito degli abitanti della regione di Oromia, il Master Plan. Il dissenso tra la popolazione è cresciuto così tanto nel corso degli anni da costringere Desalegn alle dimissioni, nel febbraio 2018. Ciò ha portato all’ascesa di Abiy, che, fin da subito, ha voluto mostrare un nuovo volto della politica etiope e introdurre riforme significative per favorire sia la stabilità nazionale che quella regionale. Il premier è stato promotore di diverse riforme sociali, economiche e di sicurezza che hanno riguardato, tra le altre cose, la scarcerazione dei prigionieri politici, la fine dello stato di emergenza e la stabilizzazione delle relazioni con gli altri Paesi del Corno. La sua azione riformatrice, tuttavia, è ostacolata dalla questione etnica che continua ad essere motivo di tensione in diverse regioni del Paese. Allo stato attuale, si può dire che l’Etiopia sembra essere a un bivio tra dittatura e democrazia. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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