Serbia conferma le accuse contro la Russia

Pubblicato il 22 novembre 2019 alle 19:24 in Russia Serbia

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Il presidente della Serbia, Aleksandar Vucic, ha annunciato ufficialmente che i suoi servizi segreti hanno scoperto che Belgrado è vittima di spionaggio da parte della Russia.

L’annuncio, ripreso da BBC, conferma inoltre che una spia russa è stata scoperta scambiare denaro con un ex ufficiale militare della Serbia. Lo scambio di denaro, avvenuto lo scorso dicembre, è stato ripreso e diffuso al grande pubblico grazie a YouTube, dove è apparso lo scorso 18 novembre.

Grazie alle indagini sull’agente segreto della Russia, Vucic ha inoltre dichiarato di aver individuato altri 10 contatti tra le spie russe e gli ufficiali serbi. Ciò nonostante, il presidente di Belgrado ha chiarito che la vicenda non avrà effetti sul rapporto tra Serbia e Russia, dal momento che si è detto certo che il presidente di Mosca, Vladimir Putin, non era al corrente della condotta dei suoi agenti.

Da parte sua, la portavoce del Ministero degli Esteri della Russia, Maria Zakharova, ha descritto il video come “atto provocatorio” e ha dichiarato di non ritenere casuale lo scoppio del caso alle porte di un vertice tra Vucic e Putin, programmato per il prossimo 4 dicembre.

Stando a quanto diffuso dalla BBC, l’agente russo identificato nel video è il tenente colonnello Georgy Kleban, ex inviato militare dell’ambasciata russa di Belgrado. Per quanto riguarda invece la controparte serba, l’emittente ha diffuso solo le iniziali, ovvero Z. K.

A tale riguardo, il quotidiano tedesco Deutsche Welle conferma che, secondo Vucic, lo scambio di denaro tra i due funzionari è stato un atto di corruzione.

Secondo le dichiarazioni di Vucic, Kleban non era nuovo a intrattenere simili incontri. Al contrario, i servizi segreti serbi hanno raccolto diverse prove, sia registrazioni audio, sia video, degli incontri tra il tenente colonnello russo e alcuni membri dell’Esercito serbo.

Tuttavia, non è stato possibile pedinare Kleban nel corso dei suoi incontri, dal momento che questi erano sorvegliati dalla scorta dell’agente russo.

Secondo i servizi segreti serbi, però, non è stato solo Kleban a condurre simili attività. In realtà, secondo le dichiarazioni del presidente, l’intelligence serba ha individuato almeno altri 10 incontri con 3 fonti diverse.

L’episodio non arrecherà danno alle relazioni con Mosca, anzi, sarà, secondo il presidente di Belgrado, occasione per rafforzare l’intelligence serba.

L’unica perplessità che sorge in Vucic, a detta dello stesso presidente, è la ragione per la quale Mosca possa aver deciso di condurre simili operazioni di spionaggio sul territorio di un Paese “alleato e amico”. Da qui, la decisione del presidente serbo di chiedere spiegazioni all’ambasciatore russo a Belgrado, Aleksander Botsan-Kharchenko.

Nel frattempo, l’agente russo, ha dichiarato Vucic, ha già abbandonato il Paese.

Le dichiarazioni di Vucic sono giunte a seguito di un incontro d’urgenza del Consiglio nazionale per la Sicurezza di Belgrado.

Secondo quanto emerso, non è solo la Russia a condurre attività di spionaggio in Serbia, la quale, stando a quanto rivelato da Vucic, risulta anche meta di agenti dell’intelligence di Austria, Germania e Bulgaria.

La Serbia, storico alleato della Russia, aveva dichiarato nel 2006 la sua neutralità militare e nel 2015 si era unita al programma “Partnership for peace” della NATO. Belgrado, tuttavia, non cerca l’adesione all’Alleanza Atlantica, mentre è attiva, invece, la candidatura per divenire membro dell’UE.

Nel frattempo, la Russia cerca di mantenere il suo storico alleato cristiano ortodosso e slavo all’interno della propria sfera di influenza. Non a caso, le dotazioni militari della Serbia sono di manifattura russa. La Serbia ha altresì contato sul supporto della Russia nella sua continua opposizione al riconoscimento dell’indipendenza del Kosovo, autoproclamatosi nel 2008.

Non è da sottovalutare anche la decisione di Mosca e Belgrado di cooperare nel settore dell’intelligence. A tale riguardo, Voice of America aveva rivelato che mercoledì 23 ottobre il direttore del servizio estero di intelligence della Russia, Sergey Naryshkin, aveva dichiarato alla televisione di stato serba che i due Paesi stavano portando avanti “operazioni complesse congiunte” per proteggere i rispettivi interessi nazionali.

A legare Mosca e Belgrado, infine, concorre anche la dipendenza di quest’ultima in materia di fornitura di gas naturale dalla Russia. Parallelamente, sostiene Voice of America, la più grande azienda petrolifera della Serbia, la Naftna Industrija Srbije, è per la maggior parte di proprietà dell’azienda russa Gazprom.

Le accuse di spionaggio contro la Russia erano state sollevate anche lo scorso 20 novembre dal Kosovo, il quale aveva accusato un colonnello del Servizio di intelligence militare della Russia (GRU), Vladislav Filippov, di aver condotto attività di spionaggio nei Balcani per circa 10 anni con l’obiettivo di destabilizzare la regione.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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