Navi da guerra statunitensi nel Mar Cinese Meridionale

Pubblicato il 22 novembre 2019 alle 11:43 in Cina USA e Canada

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Le navi da guerra della Marina Militare degli Stati Uniti sono transitate nei pressi delle isole rivendicate dalla Cina nel Mar Cinese Meridionale, per 2 volte in 2 giorni. La provocazione rischia di aumentare ulteriormente la tensione tra le due maggiori economie del mondo. 

Il 20 novembre, la nave da combattimento Gabrielle Giffords è transitata a circa 12 miglia nautiche da Mischief Reef, secondo quanto ha riferito il comandante Reann Mommsen, portavoce della settima flotta della Marina statunitense. Il 21 novembre, il cacciatorpediniere Wayne E Meyer ha sfidato le restrizioni sul passaggio nelle Isole Paracel. “Queste missioni dimostrano il nostro impegno a sostenere i diritti, le libertà e gli utilizzi leciti del mare e dello spazio aereo garantiti a tutte le nazioni”, ha aggiunto. L’esercito cinese ha confermato, il 22 novembre, il passaggio delle 2 navi da guerra statunitensi e hanno aggiunto di averne seguito il transito per tutto il percorso. “Li invitiamo a fermare queste azioni provocatorie per evitare incidenti imprevedibili”, ha affermato il portavoce del Commando cinese meridionale, in una nota. “La Cina detiene una sovranità indiscutibile sulle isole del Mar Cinese Meridionale e sui suoi dintorni”, ha aggiunto .

La Cina aveva già intimato agli Stati Uniti di smettere con le dimostrazioni di forza nel Mar Cinese Meridionale, il 17 novembre. Il ministro della Difesa cinese, Wei Fenghe, ha fatto tali richieste al segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Mark Esper, durante un colloquio tra le due parti. Anche Esper ha accusato pubblicamente Pechino di “ricorrere sempre di più alla coercizione e all’intimidazione per portare avanti i suoi obiettivi strategici” nella regione. Durante il colloquio USA-Cina, tenutosi a porte chiuse a margine di un raduno di ministri della difesa asiatici a Bangkok, Wei ha esortato Esper a “smettere di mostrare i muscoli nel Mar Cinese Meridionale e a non provocare e intensificare le tensioni nel Mar Cinese Meridionale”.

Alla domanda specifica su cosa la Cina vorrebbe che gli Stati Uniti facessero diversamente, Wu ha dichiarato: “Noi chiediamo alla parte statunitense di smettere di intervenire nel Mar Cinese Meridionale e di fermare le provocazioni”. In tale occasione, i due rappresentanti hanno anche discusso della questione di Taiwan, che la Cina rivendica come propria, dato che Pechino ha confermato, il 18 novembre, che la sua prima portaerei di produzione cinese ha navigato attraverso lo stretto di Taiwan in quello che ha definito fosse un addestramento “di routine”. Il ministero della Difesa di Taiwan ha dichiarato, domenica 17 novembre, che un gruppo di navi cinesi ha attraversato lo stretto, seguito da navi degli Stati Uniti e del Giappone. Si è trattato di un “test di ricerca scientifica e formazione di routine”, secondo quanto ha riferito il portavoce della Marina, Cheng Dewei. 

Il Mar Cinese Meridionale è un ulteriore elemento di tensione tra Cina e Stati Uniti, nonché un’area contesa tra gli Stati del Sud-Est asiatico. Cina e Taiwan la rivendicano in toto, mentre Vietnam, Filippine, Malesia e Brunei solo parzialmente. Le rotte presenti generano scambi commerciali dal valore di circa 5.000 miliardi di dollari all’anno e sono ricche di giacimenti minerari. Se Pechino continua a ribadire la sua sovranità sulle acque per motivazioni storiche, Washington presidia la zona per garantire la libertà di navigazione e per difendere i propri interessi commerciali. In tale contesto, la Cina ammonisce spesso gli Stati Uniti e i loro alleati per le operazioni navali che svolgono nell’area, e a sua volta viene accusata di dispiegare navi da guerra, armare avamposti e speronare le navi da pesca.   

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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