America Latina: La crisi di Argentina, Brasile e Messico frena la crescita

Pubblicato il 22 novembre 2019 alle 6:30 in America Latina

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Le tre grandi locomotive dell’economia latinoamericana, dalle quali dipendono quasi i due terzi del PIL dell’intera regione, stanno arrancando, trascinando con sé il resto dei paesi. Nonostante il tono di trionfalismo di Jair Bolsonaro in campagna elettorale, il Brasile sta uscendo solo ora dalla crisi economica, a ritmi molto più lenti del previsto, e crescerà dello 0,8% nel 2020; il Messico fa ancora peggio, crescendo di appena lo 0,2% e continuerà a vivere al bordo della recessione; e l’Argentina, intrappolata nella nona crisi economica della sua storia, quest’anno subirà un calo del 3%. Nessun paese latinoamericano ha smesso di peggiorare le proprie prospettive dalla metà dello scorso anno. Le scarse prestazioni delle tre principali economie della regione stanno trascinando in basso una regione che non attraversa i suoi anni di maggiore splendore economico: secondo le ultime previsioni della CELAC, la commissione delle Nazioni Unite per lo sviluppo nel subcontinente, supererà di poco la barriera dello 0%, la soglia tra l’espansione e la recessione. Lo 0,1% latinoamericano è molto lontano dalla crescita globale del 3% che il Fondo monetario internazionale (FMI) prevede per quest’anno.

Il rallentamento delle grandi potenze regionali è compensato, solo parzialmente, da due grandi economie – Colombia e Perù – che manterranno il loro vigore sia quest’anno sia il prossimo, con una crescita del PIL di circa il 3%. Né è sufficiente la verve di un gruppo di paesi medi e piccoli che accentua la disparità regionale, ma non ha abbastanza potere per invertire la tendenza latinoamericana verso la crescita zero: Repubblica Dominicana +5% nel 2019, Panama +3, 7% e Bolivia, che, nonostante tutti gli avvertimenti del caso che devono essere messi in conto in un paese in piena crisi politica interna, dovrebbe crescere del 3,5% quest’anno. Con il trio delle grandi economie in affanno e con il Venezuela, che nonostante tutto è pur sempre la settima economia regionale, precipitato in una crisi senza precedenti, la spinta del resto dei paesi è vana, riflette solo l’idea già classica di un subcontinente a molte velocità, segnalano gli economisti. “E nel 2020, con un minor dinamismo globale, le cose possono diventare ancora più complicate”- afferma Juan Carlos Moreno Brid , dell’Università Nazionale Autonoma del Messico intervistato dal quotidiano El País.

Se i dati delle grandi economie non dovessero migliorare, e la guerra commerciale tra USA e Cina mette a rischio economie essenzialmente esportatrici come quelle dei grandi paesi sudamericani, il rischio è di vivere un altro “decennio perso” come quello tra il 1990 e il 2000.

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.