Zimbabwe: proteste dell’opposizione represse con la forza

Pubblicato il 21 novembre 2019 alle 17:52 in Africa Zimbabwe

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Nello Zimbabwe, la polizia antisommossa ha utilizzato manganelli e sparato gas lacrimogeni contro una folla di manifestanti scesi in piazza a sostegno dell’opposizione. Tali avvenimenti si sono verificati, mercoledì 20 novembre, nelle strade della capitale, Harare, poco prima che il leader del Movimento per il Cambiamento Democratico (MDC), Nelson Chamisa, tenesse il suo discorso, preannunciato qualche giorno fa, di “speranza per la nazione”. Un’ondata di sostenitori si era raccolta davanti al quartier generale del Movimento, ballando e cantando fin dalla mattina, mentre una schiera di poliziotti osservava a distanza la scena. In precedenza, l’evento si sarebbe dovuto svolgere in Africa Unity Square, luogo di riferimento principale delle proteste antigovernative. Tuttavia, le autorità avevano impedito al Movimento di accedere alla piazza. Justin Mwaramba, uno dei sostenitori di Chamisa, ha riferito che un gruppo di manifestanti ha ignorato i divieti della polizia e ha oltrepassato le barricate adiacenti al quartier generale. “La Costituzione è molto chiara sul nostro diritto di manifestare. È evidente che il partito al potere o l’attuale governo non rispettano la Costituzione”, ha dichiarato Mwaramba.

A quel punto, gli agenti di polizia hanno chiesto ai manifestanti radunatisi davanti alla sede dell’opposizione di sciogliersi, ma questi ultimi hanno continuato a protestare e hanno giurato di non muoversi da dove stavano. “Non ci sposteremo”, ha urlato, secondo quanto riportato da Al Jazeera, un sostenitore del Movimento. “Perché non bloccano l’Unione Nazionale Africana-Fronte Patriottico (ZANU-PF) quando manifestano?”, ha aggiunto l’uomo riferendosi al partito di governo attualmente al potere nello Zimbabwe. All’arrivo di Chamisa, la folla ha incominciato ad agitarsi nell’eccitazione del momento e almeno 100 agenti di polizia, che avevano barricato le strade della capitale, hanno iniziato una carica contro i manifestanti. Agitando i manganelli e lanciando gas lacrimogeni nell’aria, le forze di sicurezza hanno lasciato a terra diversi feriti. Alcuni hanno abbandonato il luogo del raduno e hanno cercato rifugio nei palazzi vicini, inclusa la vicedirettrice dell’Assemblea Giovanile del Movimento, Cecilia Chimbiri. Molti negozi sono stati costretti a chiudere e vari fotografi e giornalisti hanno riferito di essere stati minacciati dagli agenti di polizia mentre cercavano di immortalare la scena.

Poco dopo le violenze, il portavoce di Chamisa, Nkululejo Sibanda, ha condannato con una dichiarazione le violenze contro i manifestanti. “È sorprendente perché abbiamo fatto tutto il possibile per assicurarci che la polizia fosse consapevole di ciò che volevamo fare”, ha detto Sibanda ai giornalisti. “L’MDC è un grande movimento politico in questo Paese e non sarà dissuaso da un altro partito politico. È triste che il presidente Mnangagwa decida di usare la polizia come ha fatto oggi. La questione rimane, non darà legittimità a Mnangagwa e non impedirà all’MDC di andare avanti con il suo programma e i suoi ideali”, ha aggiunto l’uomo. Le forze di sicurezza, da parte loro, hanno negato le accuse affermando che l’evento non era stato bloccato. Il portavoce della polizia, Paul Nyathi, ha inoltre dichiarato che erano stati gli stessi organizzatori della protesta a concordare con le autorità che il discorso di Chamisa venisse spostato in una sede alla periferia della città. L’opposizione ha immediatamente risposto replicando di essere in possesso di una lettera che conferma il divieto della polizia.

Già ad agosto, la polizia antisommossa aveva aggredito centinaia di manifestanti antigovernativi radunatisi nell’Africa Unity Square, nel centro di Harare. Il governo del presidente Emmerson Mnangagwa è stato accusato più volte di utilizzare la mano pesante nelle occasioni che riguardano i manifestanti dell’opposizione. Sibanda ha ribadito che Chamisa rimane “impegnato nella lotta del popolo” e “la polizia non è una forza abbastanza forte da fermare il popolo dello Zimbabwe”. “La gente non dovrebbe arrendersi. La lotta continua”, ha affermato.

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Chiara Gentili

di Redazione

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