NATO: vertice degli Esteri, l’Alleanza deve adattarsi al presente

Pubblicato il 21 novembre 2019 alle 20:21 in NATO Russia

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I ministri degli Affari Esteri dei Paesi della NATO si sono incontrati a Bruxelles per decidere dell’evoluzione dell’Alleanza.

Nel corso del vertice, il quale si è tenuto mercoledì 20 novembre, i ministri degli Esteri hanno preparato il materiale che verrà poi discusso nell’incontro tra i massimi vertici dei Paesi della NATO, il quale si terrà a Londra.

Nello specifico, secondo quanto dichiarato dal segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, alla base vi è la condivisione del principio secondo il quale l’Alleanza costituisce un fattore indispensabile per la sicurezza degli Alleati, i quali intendono affrontare il futuro insieme.

La NATO, ha dichiarato il suo segretario generale, è una piattaforma politica, dove si tengono anche consultazioni tra Stati in materia di sicurezza internazionale.

Con tale premessa, i leader degli Esteri dei Paesi membri si sono riuniti per deliberare su temi di rilevanza strategica per l’Alleanza e per i singoli Alleati.

In particolare, tra le principali decisioni adottate dai ministri degli Esteri riunitisi a Bruxelles, spicca il riconoscimento dello spazio quale nuovo dominio operativo della NATO. Con tale decisione, sono ora 5 i domini di guerra riconosciuti dagli Alleati: aria, terra, mare, cyber e spazio.

Con tale mossa, la NATO potrà ora richiedere ai propri Alleati di dotarsi di capacità e servizi in materia di difesa dello spazio, tra cui ad esempio i sistemi di comunicazione satellitare con ore di autonomia o la condivisione di immagini satellitari. Ciò, ha spiegato Stoltenberg, non deve far intuire che la NATO abbia intenzione di ricorrere a una corsa di armamenti per militarizzare lo spazio, dal momento che l’approccio dell’Alleanza in tale ambito rimane pienamente in linea con le disposizioni del diritto internazionale.

Nel corso della conferenza stampa organizzata al termine del vertice della NATO, Stoltenberg ha sottolineato come lo spazio sia un dominio essenziale per la difesa e la deterrenza dell’Alleanza, la quale potrà ora affinare le sua abilità di navigare, ottenere informazioni sensibili e intercettare lanci balistici dallo spazio. Attualmente, ha reso noto il segretario generale dell’Alleanza, vi sono circa 2.000 satelliti intorno al pianeta Terra e di questi circa la metà sono di proprietà di Paesi della NATO.

Il secondo tema trattato dai capi degli Esteri dei Paesi è la sicurezza energetica. In tale ambito, i ministri hanno concordato di incrementare e consolidare il ruolo della NATO. Nello specifico, si intende migliorare la consapevolezza situazionale, insieme alla comprensione dei rischi, proteggere le infrastrutture critiche, oltre a rafforzare la resilienza dell’Alleanza, e consentire ai Paesi membri di disporre di risorse energetiche a sufficienza in ogni momento.

Successivamente, i ministri degli Esteri si sono confrontati su altri 3 temi, ciascuno facente riferimento all’approccio della NATO a temi di importanza strategica: la Russia, la Cina e il controllo delle armi.

In merito alla Russia, Stoltenberg ha dichiarato di ritenere i membri dell’Alleanza uniti nell’approccio adottato verso Mosca, specialmente nel settore del controllo delle armi. Gli Alleati, ha dichiarato il segretario generale, concordano sulla responsabilità della Russia del fallimento del Trattato sulle forze nucleari a medio raggio (Trattato INF), il quale pose fine alla vicenda degli euromissili nel 1987. Tale trattato, ha dichiarato Stoltenberg, viene violato dalla Russia, elemento su cui i membri dell’Alleanza concordano e per il quale intendono lavorare e fornire una risposta a “un mondo con più missili russi”.

Ad essere stato affrontato è stato anche il tema del terrorismo, in merito al quale i ministri degli Esteri hanno concordato l’incremento della condivisione di informazioni sensibili di intelligence sugli atti terroristici, tra cui ad esempio gli attentati avvenuti all’interno dei Paesi membri e i dati e le informazioni sui foreign fighter.

Successivamente, i Paesi membri dell’Alleanza hanno passato in rassegna lo stato di implementazione delle misure adottate in materia di sicurezza del Mar Nero, le quali includono l’addestramento della Marina e della Guardia Costiera, le visite nei porti e le esercitazioni.

L’evoluzione della NATO è stata recentemente sollecitata dal presidente della Francia, Emmanuel Macron, il quale aveva, il 7 novembre, dichiarato che la NATO è “cerebralmente morta”, facendo riferimento al minore impegno da parte del suo principale garante, gli Stati Uniti. Nello specifico, il capo dell’Eliseo aveva criticato la mancata consultazione della NATO da parte degli Stati Uniti in occasione del ritiro delle truppe americane dalla Siria.  Tale decisione aveva consentito alla Turchia, anch’esso membro della NATO, di condurre un’offensiva a Nord-Est della Siria contro le forze curde, principali alleati degli Stati Uniti nel contrasto all’ISIS.

Da parte sua, la cancelliera tedesca, Angela Merkel, alleato chiave della NATO e della Francia, aveva dichiarato di non concordare con le “parole drastiche” di Macron, le quali non  rispettano la concezione che ha la Germania della cooperazione all’interno della NATO, la quale deve affrontare alcuni problemi ma “rimane la pietra miliare della nostra sicurezza”.

Anche Stoltenberg, in risposta a Macron, aveva ribadito che la NATO è un’alleanza forte e che ciò viene dimostrato dall’aumento degli investimenti in Difesa da parte dei Paesi membri e, parallelamente, dall’incremento del numero di militari e esercitazioni che gli Stati Uniti svolgono in Europa.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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