Israele: anche Gantz fallisce, si prospettano elezioni per la terza volta

Pubblicato il 21 novembre 2019 alle 10:11 in Israele Medio Oriente

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Il leader del partito israeliano Blue and White, Benny Gantz, ha annunciato, il 20 novembre, di non essere riuscito a formare un nuovo governo per Israele.

Gantz, leader militare centrista, era risultato il secondo vincitore alle ultime elezioni del 17 settembre scorso, e, a seguito del fallimento del suo rivale, il premier in carica Benjamin Netanyahu, aveva ricevuto l’incarico di formare un nuovo esecutivo, il 21 ottobre. Tuttavia, a quattro ore dalla scadenza stabilita dal presidente israeliano, Reuven Rivlin, Gantz ha affermato di non essere stato in grado di raggiungere un’alleanza per un governo di unità nazionale, che avrebbe dovuto vedere anche la partecipazione di Likud, il partito di Netanyahu, e del partito di Avigdor Lieberman, Yisrael Beytenu.

Quest’ultimo ha dichiarato, poche ore prima dell’annuncio di Gantz, che il suo partito non si sarebbe unito a nessun governo formato da Blue and White o Likud. Lieberman ha accusato sia Netanyahu sia Gantz di essere responsabili della mancata formazione di un governo di unità nazionale liberale per motivi personali.

Dal canto suo, come riportato dal New York Times, il leader di Blue and White ha accusato il premier in carica di aver insistito nel preservare un blocco ultra-ortodosso, di destra, ed “estremista”, invece di formare un governo di unità dal centro, oltre ad aver alimentato una “guerra civile” cercando un capro espiatorio nei partiti arabi. “Ero pronto a fare concessioni radicali per formare un governo stabile e unito”, ha dichiarato Gantz, continuando: “Se aveste saputo quanto davvero desideravo ciò, alcuni di voi si sarebbero potuti arrabbiare con me. Ma il bene di Israele viene prima di tutto, al di sopra di ogni altra considerazione”.

Benny Gantz è un ex capo dell’esercito israeliano, ed ha svolto tale ruolo durante il mandato da primo ministro di Netanyahu. Dopo aver formato il proprio partito nel febbraio 2019, si è lanciato nella carriera politica, di fronte ad un Paese che “aveva perso la propria strada”. Il partito di Gantz, di centro-destra, è risultato il maggiore vincitore nelle elezioni di settembre, con 33 seggi, rispetto ai 31 di Likud. Tuttavia, anche Blue and White era lontano dai 61 seggi necessari per ottenere la maggioranza parlamentare e, di conseguenza, dall’incarico di formare un governo da solo.

Di fronte al fallimento di Gantz, il governo israeliano sarà probabilmente costretto ad indire nuove elezioni. Queste sarebbero le terze da aprile 2019. Prima di ritornare alle urne, vi è, però, un’altra strada da poter intraprendere. Nello specifico, uno dei 120 membri della Knesset dovrebbe raggiungere 61 firme da parte degli altri deputati, dopodiché avrà 14 giorni per formare un nuovo esecutivo.

Anche precedentemente, in seguito alle elezioni del 9 aprile 2019, Netanyahu non era stato in grado di formare una coalizione da porre alla guida di Israele, nonostante il suo partito, Likud, insieme agli alleati di destra, avesse ottenuto la maggioranza dei seggi. Ciò aveva portato il parlamento, il 30 maggio, a indire nuove elezioni. Sebbene vi siano scarse probabilità, secondo alcuni osservatori è possibile che Israele riesca ad avere un governo nei prossimi 21 giorni, incoraggiato dalle sfide economiche ed in materia di sicurezza da affrontare.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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