Impeachment contro Trump: la testimonianza chiave di Gordon Sondland

Pubblicato il 21 novembre 2019 alle 16:35 in USA e Canada Ucraina

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La testimonianza del 20 novembre di Gordon Sondland, ambasciatore degli Stati Uniti presso l’Unione Europea, ha “bruciato tutte le possibili difese di Trump” secondo i media statunitensi. Come procede l’indagine per l’impeachment contro il presidente USA.

Il quarto giorno di udienze pubbliche presso la Camera dei Rappresentanti ha rappresentato un momento particolarmente importante nel processo che vede Donald Trump imputato di aver fatto pressioni su un governo straniero, quello dell’Ucraina, per indagare sul suo rivale politico Joe Biden. Gordon Sondland è un imprenditore statunitense che ha sostenuto Trump con la donazione di un milione di dollari destinati alla sua cerimonia d’insediamento. Di conseguenza, come spesso succede negli Stati Uniti, il suo supporto è stato premiato con un incarico diplomatico in Europa. L’8 ottobre, Trump aveva parlato di Sondland in un post su Twitter: “Sarei felice di mandare l’ambasciatore Sondland, un uomo veramente per bene e un grande americano, a testimoniare, ma sfortunatamente parlerebbe di fronte un tribunale fittizio e totalmente compromesso, dove i diritti dei repubblicani sono stati annullati e dove i fatti reali sono preclusi al pubblico”.

Sondland ha effettivamente testimoniato di fronte alla Commissione della Camera dei Rappresentanti ed è stato molto chiaro nell’accusare il presidente. Secondo un’opinionista del New York Times, “i repubblicani hanno cercato di lanciare Gordon Sondland sotto un autobus. Sondland ha deciso di portare Trump con sé”. L’ambasciatore statunitense presso l’UE ha dichiarato di aver lavorato a stretto contatto con Rudy Giuliani, avvocato personale di Trump, sul caso dell’Ucraina. Giuliani avrebbe fornito a Sondland le “indicazioni del presidente” su come gestire la situazione. Il testimone ha poi affermato che, sebbene Trump non gli abbia mai detto direttamente su che cosa voleva che il governo di Kiev indagasse, le istruzioni di Giuliani “riflettevano i desideri e le esigenze del presidente Trump”.

“So che i membri di questo comitato hanno spesso formulato queste complicate questioni sotto forma di una semplice domanda: c’era un ‘quid pro quo?’. Come ho testimoniato in precedenza, riguardo alla richiesta della Casa Bianca, la risposta è sì “, ha affermato Sondland. Lo scambio di “favori” tra Washington e Kiev sarebbe stato discusso durante una visita alla Casa Bianca del presidente ucraino, Volodymyr Zelenskyy. L’Ucraina si sarebbe impegnata ad indagare sul rivale politico di Trump, Joe Biden, e gli Stati Uniti avrebbero sbloccato un pacchetto di aiuti militari per Kiev. “Giuliani stava esprimendo i desideri del presidente degli Stati Uniti e sapevamo che queste indagini erano importanti per lui”, ha affermato Sondland. “Non volevamo lavorare con il signor Giuliani. In poche parole, abbiamo giocato la mano che ci è stata data. Tutti abbiamo capito che se avessimo rifiutato di lavorare con l’avvocato, avremmo perso un’importante opportunità per cementare le relazioni tra gli Stati Uniti e l’Ucraina. Quindi, abbiamo seguito gli ordini del presidente “, ha aggiunto Sondland.

Da parte sua, Trump ha negato qualsiasi illecito nei suoi rapporti con l’Ucraina, ripetendo che non esisteva alcun “quid pro quo” nelle relazioni tra i due Paesi. Il presidente ha anche definito l’inchiesta una “caccia alle streghe” e ha attaccato diverse personalità che hanno testimoniato durante l’indagine. Nel commentare la testimonianza di Sondland, Trump leggeva da alcuni appunti, una cosa insolita per il presidente USA. In una personale lettura dei fatti, il leader della Casa Bianca ha affermato che la testimonianza dell’ambasciatore presso l’UE lo avrebbe scagionato. Citando una selezionata parte del discorso di Sondland, Trump ha affermato: “Ho risposto all’ambasciatore, non voglio niente. Non voglio niente. Non voglio nessun quid pro quo. Dì a Zelenskyiy, al presidente Zelenskiy di fare la cosa giusta”. Trump ha poi aggiunto di non conoscere Sondland “molto bene”. “Non gli ho parlato molto. Non è un uomo che conosco bene. Sembra comunque un bravo ragazzo”, ha affermato Trump.

Il processo per impeachment è stato avviato a seguito delle rivelazioni riguardanti una telefonata, effettuata il 25 luglio, e alcuni scambi tra i presidenti dei due Paesi. La richiesta di indagare su Biden è dovuta al fatto che il figlio del politico ha lavorato e vissuto in Ucraina. Secondo quanto ricostruito dal Washington Post, Hunter Biden, il figlio di Joe Biden, è stato per 5 anni nel consiglio di amministrazione di Burisma, un’azienda ucraina che opera nel settore del gas naturale. Il proprietario di Burisma era stato posto sotto processo dai magistrati ucraini con le accuse di abuso di potere e arricchimento illecito. Nel corso delle indagini, non era emersa alcuna prova contro Hunter Biden, ma le ricerche contro il proprietario della Burisma procedevano lentamente. Per tale ragione, Joe Biden aveva cercato di rimuovere dall’incarico il procuratore capo ucraino, accusato dai funzionari occidentali di non indagare a sufficienza sui casi di corruzione. Trump ha ammesso di aver citato Biden durante la telefonata, ma nega di aver effettuato pressioni su Zelenskiy per indagare sul figlio del suo rivale politico. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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