Burkina Faso: polizia uccide 18 militanti

Pubblicato il 21 novembre 2019 alle 15:39 in Africa Burkina Faso

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In Burkina Faso le autorità hanno riferito che 18 terroristi sono stati uccisi mentre cercavano di attaccare una base della polizia nel Nord del Paese. In quest’area, le forze di sicurezza sono impegnate attivamente nella repressione delle rivolte islamiste. “Gli aggressori sono stati contrastati grazie a una pronta controffensiva”, ha dichiarato la polizia bukinabé in una nota rilasciata subito dopo l’assalto, avvenuto mercoledì 20 novembre ad Arbinda, nella provincia di Soum. Un agente è stato ucciso e altri 7 sono rimasti feriti nello scontro tra forze armate e terroristi. Armi e attrezzature militari di proprietà dei militanti sono state ritrovate sul luogo dell’attacco.

Già qualche giorno fa, tra sabato 16 e domenica 17 novembre, le forze di sicurezza del Burkina Faso avevano ucciso 32 estremisti islamici e rilasciato diverse donne usate come schiave sessuali nel corso di un’operazione per liberare le regioni del Nord dalla minaccia dei terroristi. Anche qui, un soldato era rimasto ucciso negli scontri.

Uno degli ultimi attacchi terroristici realizzato nel Paese si è verificato il 7 novembre, quando un gruppo di uomini armati ha preso d’assalto un convoglio che trasportava alcuni lavoratori dell’azienda mineraria canadese Semafo, uccidendone almeno 37. Secondo quanto riferito dalla compagnia, un mezzo di scorta militare, che viaggiava vicino al convoglio su una strada a 40 km da Boungou, nell’Est del Paese, è stato colpito da un esplosivo. Poco dopo, un gruppo di uomini armati ha cominciato a sparare contro i pullman della società e contro i dipendenti che si trovavano a bordo. Qualche giorno dopo la vicenda, il presidente del Burkina Faso, Roch Marc Christian Kaboré, ha promesso maggiore impegno nella lotta al terrorismo islamico.

Per lungo tempo risparmiato dai gruppi armati attivi nel Sahel, il Burkina Faso, uno dei Paesi più poveri del mondo, è divenuto bersaglio dei movimenti jihadisti in seguito alla caduta dell’ex presidente Blaise Compaore, nell’ottobre 2014. Il 15 gennaio 2016, a soli due giorni di distanza dall’inaugurazione del nuovo governo, presieduto dal premier Paul Kaba Thieba, alcuni militanti hanno sequestrato un hotel e un bar nel centro di Ouagadougou, causando la morte di 28 persone e il ferimento di altre 56, evidenziando la difficoltà della nuova amministrazione nell’attuare una risposta antiterroristica efficace. L’assalto era stato rivendicato da al-Qaeda nel Magreb Islamico (AQIM), un’organizzazione terroristica islamista affiliata di Al Qaeda e attiva nell’Africa nord-occidentale. 

A partire dal 2017, il Burkina Faso ha poi assistito ad una lenta ma continua crescita delle attività terroristiche jihadiste, specie lungo i confini con il Mali. Lo stesso anno, AQIM si è unito ad al-Mourabitoun, Ansar al-Dine e al Macina Liberation Front per formare il Jama’at Nusrat al-Islam wal Muslimin (JNIM), gruppo attualmente molto attivo in Burkina Faso, insieme ad Ansarul Islam e ISIS in the Greater Sahara. Secondo il Country Report on Terorrism 2017 del governo americano, le organizzazioni terroristiche reclutano con successo i membri dell’etnia Fulani, che sono particolarmente marginalizzati, poveri e svantaggiati rispetto al resto degli abitanti del Burkina Faso.

Il Paese fa parte della forza antiterrorismo G5 Sahel, un corpo composto da 5,000 ufficiali, tra soldati, poliziotti e agenti speciali provenienti anche da Mauritania, Niger e Ciad, creato nel febbraio 2017, per contrastare la crescita dell’estremismo e del traffico di esseri umani nell’area del Sahel che, essendo poco controllata, pullula di militanti di al-Qaeda, dell’ISIS e di altre organizzazioni. Il Sahel comprende quella fascia di territorio dell’Africa sub-sahariana che si estende tra l’Oceano Atlantico a ovest e il Mar Rosso a est. Dal 2001, la regione è in balia di numerosi gruppi terroristici di matrice islamista, che si concentrano nella parte nord-occidentale della regione. 

Il 4 novembre,  un membro del Parlamento e il vicesindaco della città di Djibo sono stati uccisi mentre viaggiavano verso la capitale, Ouagadougou. Fonti locali hanno riferito che il veicolo sul quale si trovava il legislatore Oumaru Dicko, insieme ad altri 3 colleghi, è esploso dopo aver colpito un ordigno improvvisato posizionato lungo la strada. In questo clima di grave insicurezza, le forze di difesa del Burkina Faso si ritrovano mal equipaggiate, scarsamente addestrate e si sono dimostrate generalmente incapaci di fermare la violenza crescente.

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Chiara Gentili

di Redazione

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