Siria: attacco israeliano contro “obiettivi iraniani”

Pubblicato il 20 novembre 2019 alle 9:51 in Israele Siria

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L’esercito israeliano ha dichiarato, mercoledì 20 novembre, che le proprie forze aeree hanno colpito decine di obiettivi iraniani e siriani situati all’interno dei territori della Siria.

L’attacco, secondo quanto riferito in un comunicato dell’esercito israeliano, è stato condotto nel corso della notte tra il 19 e 20 novembre ed ha preso di mira sia postazioni delle Quds Force sia delle forze siriane. A detta di Israele, si è trattato di un’operazione di vendetta, in risposta ai missili lanciati dalle forze iraniane dai territori siriani verso Israele, nella notte di martedì 19 novembre. Il portavoce dell’esercito israeliano, Avichay Adraee, ha poi affermato, sul proprio account Twitter, che l’attacco israeliano ha causato la distruzione di missili terra-aria, di un quartier generale, di depositi di armi e di basi militari appartenenti alle fazioni opposte.

L’agenzia di stampa siriana ha specificato che gli aerei da guerra israeliani hanno colpito, in particolare, le aree circostanti alla capitale Damasco. Questi sarebbero partiti dalle Alture del Golan, occupate da Israele, e da Marjaayoun, un distretto situato nel Sud del Libano. Secondo quanto riferito da parte siriana, le forze di Difesa aerea siriana sono riuscite a distruggere buona parte dei missili ma 3 persone sono rimaste ferite.

In tale quadro, il ministro della sicurezza del governo israeliano, Naftali Bennet, ha affermato che “la formula è cambiata”, e “chiunque prenderà di mira Israele nelle ore diurne non dormirà di notte”, mentre il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha dichiarato: “Chiunque ci toccherà sarà colpito”.

È del 12 novembre scorso uno degli ultimi attacchi di Israele in Siria, a Damasco. In tale data, un raid aereo ha causato la morte del figlio di uno dei leader del Movimento per il Jihad Islamico in Palestina. Secondo quanto affermato dal gruppo jihadista, è stata l’abitazione di un membro dell’ufficio politico del gruppo jihadista, Akram al-Ajouri, ad essere colpita. Il leader politico si è salvato ma il figlio e la nipote sono morti. La televisione siriana ha successivamente riferito che almeno 6 persone sono rimaste ferite a seguito dell’offensiva.

Negli ultimi anni, Israele ha condotto centinaia di attacchi aerei in Siria, prendendo di mira i suoi principali nemici nella regione mediorientale, ovvero l’Iran e il gruppo paramilitare libanese Hezbollah, considerati un pericolo per l’integrità dei propri confini territoriali. A tal proposito, Israele si è detto determinato a frenare la crescita della forza militare dell’Iran in Siria, contro cui sarebbe suo diritto continuare a combattere come forma di auto-difesa. In particolare, Teheran starebbe cercando di creare una propria base militare permanente. Gli attacchi aerei israeliani rappresenterebbero altresì un tentativo di colpire i depositi di armi appartenenti ad Hezbollah.

Le Quds Force sono un distaccamento del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica di Teheran. Risale al 24 agosto la dichiarazione di un portavoce militare israeliano, Jonathan Conricus, secondo cui tale braccio armato stava progettando di lanciare droni “killer” armati e muniti di esplosivi per lanciarli nella zona settentrionale di Israele. In tale occasione, il premier Netanyahu aveva annunciato che l’esercito aveva sventato l’attacco pianificato da Teheran, commentando: “L’Iran non ha immunità dappertutto. Le nostre forze operano in ogni settore contro l’aggressione iraniana”.

Sia l’Iran sia Hezbollah appoggiano il presidente siriano, Bashar al-Assad, nella guerra civile in Siria, sin dal 2012. Il conflitto ha avuto inizio il 15 marzo 2011 ed è tuttora in corso. Metà dei 3 milioni di abitanti dell’area Nord- occidentale del Paese è stata costretta a rifugiarsi in altre zone della Siria, in seguito alle ripetute offensive di Assad. La Turchia è sostenitrice dei ribelli, dissidenti del regime. La Russia, anch’essa alleata del regime, ha finora ignorato apertamente i raid aerei israeliani.

Al momento, le compagnie iraniane stanno altresì partecipando a diversi progetti nel campo dell’industria elettrica siriana, tra cui la costruzione di una centrale a Latakia da parte dell’iraniana Mapna Group. Tale accordo era stato finalizzato nell’ottobre 2018, quando il Mapna Group, più grande compagnia iraniana per la fornitura di energia, aveva concordato con le autorità siriane di costruire una stazione energetica.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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