Gli Houthi rilasciano le imbarcazioni sudcoreane

Pubblicato il 20 novembre 2019 alle 8:52 in Corea del Sud Yemen

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La ministra degli Esteri della Corea del Sud, Kang Kyung-wha, ha reso noto, mercoledì 20 novembre, che il gruppo di ribelli sciiti Houthi ha rilasciato tre imbarcazioni e 16 membri dell’equipaggio, precedentemente sequestrati nel Sud del Mar Rosso, a Nord di Hodeidah.

La notizia relativa al sequestro era stata annunciata, il 18 novembre, dal portavoce della coalizione a guida saudita attiva in Yemen, il colonnello Turki al-Maliki. Quest’ultimo aveva specificato che l’imbarcazione in questione era un rimorchiatore, dal nome Rabigh-3, a cui erano collegate altre due navi. I ribelli Houthi, da parte loro, si erano detti disponibili a rilasciare le imbarcazioni ed i membri dell’equipaggio, nel caso in cui fosse stato accertato che erano di provenienza sudcoreana e non di Paesi “nemici”.

Tra i membri dell’equipaggio liberati vi sono altresì due sudcoreani. Tra le tre imbarcazioni, invece, una batte bandiera saudita. Un membro dell’ufficio politico degli Houthi, Mohammed al-Bakhiti, ha confermato la notizia del rilascio, affermando che questo è avvenuto dopo aver avuto la certezza della provenienza delle imbarcazioni e dopo che Seoul si è scusata per essere entrata per sbaglio nelle acque territoriali yemenite.

Al-Maliki aveva descritto la mossa dei ribelli un attacco che mina le rotte commerciali marittime vitali dello Stretto di Bab al-Mandab, dove vengono trasferiti carichi di petrolio dal Golfo all’Europa, così come merci dall’Asia verso il continente europeo. Si trattava, quindi, di una vera e propria minaccia per la libertà di navigazione e per il commercio internazionale.

Anche il ministro degli Esteri yemenita, Mohammed al-Hadrami, ha condannato la detenzione, affermando che la “pericolosa escalation” deriva dall’accordo di cessate il fuoco raggiunto a Hodeidah, e contrasta quanto stabilito dalle Nazioni Unite a Stoccolma. L’Onu ha iniziato, il 19 ottobre scorso, a istituire posti di blocco a Hodeidah per il controllo e il monitoraggio dell’area, con il fine ultimo di porre una tregua. Dal canto loro, i ribelli sciiti hanno, però, continuato a condurre attacchi, violando gli accordi precedentemente stabiliti.

Il dislocamento delle truppe è una parte cruciale dell’accordo di cessate il fuoco raggiunto in Svezia l’ultimo giorno dei colloqui di pace, il 13 dicembre 2018. Quest’ultimo è un patto in base al quale gli Houthi avevano accettato di ritirarsi da tutti e 3 i porti principali dello Yemen, Hodeidah, Saleef e Ras Isa, lasciando svolgere alla delegazione dell’Onu le necessarie attività di monitoraggio e gestione dell’area. Secondo quanto stabilito nel patto, il dislocamento dei contingenti Houthi sarebbe dovuto avvenire 21 giorni dopo l’annuncio del cessate il fuoco, il 18 dicembre 2018, ma quella data non è mai stata rispettata.

Data l’importanza rivestita dal Golfo, dallo Stretto di Hormuz e da quello di Bab al-Mandab a livello internazionale, il 19 settembre, gli Stati Uniti hanno avanzato la proposta di formare una coalizione internazionale per la sicurezza marittima del Golfo, in seguito ad alcuni episodi, tra cui l’attacco del 13 giugno nel Golfo di Oman, a largo delle coste dell’Iran. Precedentemente, il 13 maggio, lo stretto di Hormuz è stato interessato da atti di sabotaggio contro navi commerciali e petroliere saudite ed emiratine, a largo delle coste dell’emirato di Fujairah, nei pressi dello Stretto di Hormuz.

Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Gran Bretagna e Bahrein avevano dichiarato che avrebbero aderito al progetto statunitense nel Golfo. Il Segretario di Stato statunitense, Mike Pompeo, ha descritto la sua proposta come “un atto diplomatico”. Tuttavia, il ministro degli Esteri iraniano, Mohammed Javad Zarif, non l’ha accolta con favore e ha dichiarato che la Repubblica islamica “non batterà ciglio” prima di difendersi da qualsiasi attacco militare statunitense o saudita e ha sottolineato che questo porterebbe a una “guerra totale”.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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