Etiopia: referendum per la nascita del decimo Stato regionale

Pubblicato il 20 novembre 2019 alle 12:03 in Africa Etiopia

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Si sono aperti i seggi in Etiopia, mercoledì 20 novembre, per votare sull’autodeterminazione della popolazione Sidama, stanziata nel Sud del Paese. Il referendum sarà senza dubbio tenuto d’occhio anche da altri gruppi etnici etiopi i quali, nonostante la politica riformatrice del premier Abiy Ahmed, ispirata alla ricerca di un equilibrio a livello nazionale, continuano a chiedere sempre maggiore autonomia.

Il voto dei Sidama, la cui popolazione rappresenta circa il 4% dei 105 milioni di abitanti dell’Etiopia, precede le elezioni generali del prossimo anno e rappresenta il primo incontro elettorale dopo mesi di scontri e manifestazioni scatenate da movimenti di opposizione rivolti contro il governo di Abiy. Dal loro inizio, il 23 ottobre scorso, le proteste nel Paese hanno portato alla morte di circa 86 cittadini etiopi. La causa scatenante è stata l’accusa, rivolta contro un famoso attivista etiope, Jawar Mohammed, di aver provato a organizzare un attacco contro il premier. L’uomo, imprenditore nel settore delle comunicazioni e appartenente al gruppo etnico degli Oromo, è un eroe e un punto di riferimento per diversi suoi connazionali che si ribellano al governo del primo ministro Abiy e contestano la sua vittoria al Nobel per la Pace. Jawar, considerato il leader delle proteste anti-Abiy, era stato interrogato dalla polizia nella sua abitazione, il 22 ottobre. Centinaia di suoi sostenitori erano accorsi per mostrargli il loro appoggio e da lì pesanti proteste sono divampate in varie parti del Paese, con le forze di sicurezza che hanno lanciato gas lacrimogeni e colpi di arma da fuoco per disperdere i manifestanti.  

Anche diversi attivisti dell’etnia Sidama si sono scontrati ripetutamente con le forze di sicurezza etiopi in nome delle loro rivendicazioni politiche e, a giugno, almeno 17 persone sono morte a causa delle proteste. Queste si sono scatenate principalmente in seguito all’annuncio, da parte del governo, di voler posticipare di circa 5 mesi le elezioni sull’autodeterminazione dei Sidama.

Mercoledì 20 novembre, gli elettori si sono raccolti prima dell’alba davanti al seggio di Hiteta, un quartiere della città di Hawassa. Molti di loro hanno agitato in aria le loro schede elettorali in segno di gioia. Se il referendum verrà approvato, come si prevede, la regione di Sidama controllerà autonomamente le tasse locali, l’educazione e la sicurezza. Diventerà, dunque, il decimo Stato regionale dell’Etiopia. Nello Stato del Corno d’Africa, tuttavia, i gruppi etnici sono più di 80 e le lunghe rivalità tra loro hanno costretto circa 2 milioni di persone ad abbandonare le loro case, secondo i dati dalle Nazioni Unite e dei suoi vari gruppi di monitoraggio.

“Se ci saranno delle irregolarità e se l’autonomia non dovesse essere proclamata, ciò potrebbe essere un pericolo per la stessa Etiopia perché sicuramente scoppierà la violenza”, ha dichiarato Dukale Lamiso, capo dell’organizzazione attivista Fronte di Liberazione dei Sidama. Circa 2.3 milioni di elettori sono stati registrati in 1.700 seggi elettorali, ha riferito la Commissione elettorale nazionale. I seggi chiuderanno alle 6 di pomeriggio e i risultati preliminari dovrebbero essere rilasciati entro giovedì. Una potenziale madrepatria per i Sidama potrebbe corrispondere a una porzione dell’attuale Regione delle Nazioni, Nazionalità e Popoli del Sud, uno dei 9 Stati regionali del Paese. Il popolo Sidama vorrebbe che la multietnica Hawassa, a 275 km da Addis Abeba, diventasse capitale del nuovo Stato.

Tali eventi rivelano la forte instabilità che caratterizza l’Etiopia, nonostante l’operato del riformista del premier Abiy Ahmed. Il 2 aprile 2019 si è concluso il suo primo anno di mandato. Il primo ministro etiope è il leader più giovane del continente africano. Nell’arco di 12 mesi, Abiy è stato promotore di una serie di riforme sociali, economiche e di sicurezza che hanno portato sia a una svolta nella politica interna ed estera del Paese, il più popoloso dell’Africa dopo la Nigeria, sia a un nuovo equilibrio diplomatico nel Corno d’Africa. La sua azione riformatrice è talmente determinata che l’Etiopia sembra essere a un bivio tra dittatura e democrazia. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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