Continua il processo per impeachment contro Trump

Pubblicato il 20 novembre 2019 alle 11:59 in USA e Canada Ucraina

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Il 19 novembre si è tenuta la terza audizione pubblica del processo per l’impeachment contro il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Nella stessa sessione sono stati interrogati due funzionari per la Sicurezza Nazionale che avevano ascoltato la telefonata tra Trump e il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. 

L’audizione congiunta ha interessato il tenente colonnello, Alexander S. Vindman, e Jennifer Williams, che fa parte dello staff del vicepresidente Mike Pence. Vindman è il massimo esperto dell’Ucraina nel Consiglio di Sicurezza Nazionale. Entrambi i funzionari avevano ascoltato la telefonata del 25 luglio, che è al centro dell’inchiesta per impeachment. Nel pomeriggio, si sono tenute la testimonianza di Kurt D. Volker, inviato speciale di Trump per l’Ucraina, e di Timothy Morrison, ex alto funzionario del Consiglio di Sicurezza Nazionale. Entrambi erano nominati nella lista dei testimoni presentata dai repubblicani. 

Il colonnello Vindman ha affermato che il tentativo di Trump di far avviare alle autorità ucraine un’indagine sui suoi rivali politici deve essere considerata una richiesta “inappropriata” e “probabilmente con implicazioni significative” per la sicurezza nazionale. “Non riuscivo a credere a quello che stavo ascoltando”, ha affermato, in riferimento alla telefonata del 25 luglio. Il colonnello Vindman e la Williams hanno entrambi riferito che la sospensione degli aiuti militari all’Ucraina, che ammontano a quasi 400 milioni di dollari, stava danneggiando la capacità del Paese di affrontare l’aggressione russa. “Qualsiasi segnale che il sostegno degli Stati Uniti stava vacillando sarebbe stato interpretato dalla Russia come una potenziale opportunità per rafforzare la propria presenza in Ucraina “, ha affermato la Williams, riferendo ciò che il presidente dell’Ucraina aveva detto Pence durante una riunione, tenutasi il 1 settembre. Il colonnello Vindman è un veterano della guerra in Iraq e suo padre era immigrato negli Stati Uniti, dall’Ucraina, con la sua famiglia quando il colonnello era un bambino.

Volker, invece,  si è definito estraneo agli affari di Trump con l’Ucraina e ha affermato di non essere a conoscenza di “alcun legame tra l’assistenza militare e il perseguimento di indagini da parte dell’Ucraina”. In seguito, ha dichiarato di aver considerato le preoccupazioni in merito alle elezioni del 2016 e Joe Biden come “teorie della cospirazione”, e “non cose che dovremmo analizzare come parte della nostra strategia di sicurezza nazionale”. Morrison, da parte sua, ha spiegato come la normale struttura di comando del Consiglio di Sicurezza Nazionale sia stata sovvertita da Gordon D. Sondland, l’ambasciatore USA presso l’Unione Europea, affermando che tale questione è stata definita internamente come “il problema di Gordon”. Secondo Morrison, durante il periodo in cui aveva lavorato con Sondland, l’ambasciatore non stava seguendo il normale processo diplomatico. Morrison ha rivelato di aver saputo da Sondland che “gli aiuti statunitensi all’Ucraina erano condizionati dal fatto che il Paese annunciasse un’indagine sull’ex vicepresidente Joe Biden e suo figlio Hunter Biden”. Secondo la testimonianza, il 7 settembre Sondland gli aveva detto di aver chiarito tale questione in una conversazione telefonica con il funzionario ucraino Andriy Yermak, il 1 settembre 2019 .

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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