Balcani: accuse di spionaggio contro la Russia

Pubblicato il 20 novembre 2019 alle 20:08 in Balcani Russia

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Un colonnello del Servizio di intelligence militare della Russia (GRU), Vladislav Filippov, è stato accusato di aver condotto attività di spionaggio nei Balcani per circa 10 anni.

È quanto rivelato, mercoledì 20 novembre, dall’agenzia stampa kosovara, RTK, la quale ha altresì rivelato che le attività condotte da Filippov rientrano nel tentativo della Russia di destabilizzare la regione.

Più nel dettaglio, RTK rivela che il Servizio di intelligence militare della Russia aveva inviato Filippov in missione diplomatica negli Stati della regione balcanica, mirando tuttavia ad estendere l’influenza di Mosca e a destabilizzare i Balcani occidentali.

Attualmente, secondo quanto rivelato, il colonnello russo risulta essere in carica presso l’Ambasciata della Russia di Sarajevo nel ruolo di attaché militare.

Prima di entrare in servizio a Sarajevo, Filippov svolgeva il proprio ruolo presso l’Ambasciata russa di Tirana, dalla quale era stato espulso dal governo albanese a seguito del caso “Skripal”, in virtù del quale alcuni agenti del GRU in servizio a Londra sono stati accusati di aver avvelenato un ex agente dell’intelligence russa, Sergej Skripal, e sua figlia, Julia.

Filippov, però, risulta essere in servizio nei Balcani dal 2009, quando era stato inviato in Macedonia, la quale aveva nello stesso anno subito il veto da parte della Grecia in merito all’avvio dei negoziati per l’adesione all’UE. Secondo quanto ricostruito, il soggiorno di Filippov in Macedonia è durato fino al 2012, anno in cui era stato trasferito in Albania.

RTK rivela che, durante il suo servizio in Macedonia, Filippov era incaricato di ostacolare l’integrazione euroatlantica della Macedonia, oltre che di monitorare gli sviluppi in Albania in coordinamento con altri ufficiali in servizio presso l’Ambasciata russa di Tirana. In linea con ciò, sostiene RTK, dopo l’ingresso dell’Albania della NATO è stata registrata una crescita della presenza degli agenti russi in Albania e nell’intera regione balcanica.

Nel corso dei suoi 3 anni trascorsi in Macedonia, inoltre, Filippov aveva stretto rapporti, e reclutato, un agente dei servizi segreti della Serbia (BIA), Goran Zivaljeciv, il quale nel 2015 era stato inviato in missione presso l’Ambasciata serba di Skopje, in Macedonia. Stando a quanto riportato, gli incontri tra Filippov e Zivalkevic si tenevano a Belgrado, temendo di essere intercettati dagli agenti dell’intelligence dei Paesi occidentali.

Nel quadro della sua collaborazione con Filippov, riporta RTK, Zivaljevic ha organizzato la visita del leader del Partito democratico serbo della Macedonia, Ivan Stoilkovic, a Mosca. L’intento, secondo quanto reso noto, era la firma di un documento per la creazione dell’alleanza militare del “quartetto dei Balcani”.

Zivaljevic, inoltre, stando alle rivelazioni di RTK, in collaborazione con gli agenti dei servizi segreti russi nella regione, è stato coinvolto nell’organizzazione dell’attacco del 27 aprile contro il Parlamento macedone, ai danni dell’attuale premier pro-Occidente, Zoran Zaev, e Ziadin Sela, presidente del partito democratico degli Albanesi in Macedonia. Tale attacco, sostiene RTK, è stato realizzato dai gruppi estremisti di destra della Macedonia del Nord e dal parlamentare del VMRO-DPMNE, Nikola Gruevski, il quale è in seguito partito per l’Ungheria.

Il ruolo di interconnessione tra Zivaljevic e l’intelligence russa è anche stato riconosciuto dai servizi segreti della Macedonia (DSK), i quali hanno enfatizzato che l’agente serbo ha promosso la politica filorussa di Gruevski e che ha contrastato l’accesso della Macedonia del Nord nella NATO.

RTK ricostruisce inoltre che ad essere stato coinvolto nell’attacco contro il parlamento macedone vi era anche il giornalista di guerra, e analista, Miroslav Lazanski, il quale, per via della sua attività negli anni, in un clima di crescente influenza di Mosca nella regione balcanica, è stato nominato ambasciatore della Serbia a Mosca. Il suo ruolo, evidenzia RTK, è stato principalmente quello di realizzare azioni di propaganda attraverso il quotidiano serbo “politika” e in quello russo “Sputnik”, cercando di indirizzare lo scontento della popolazione macedone contro Zaev. Tali accuse risultano confermate dai servizi segreti macedoni.

Stando a quanto intercettato, inoltre, Zivaljevic aveva organizzato un incontro tra Lazanski e Gruevski. A seguito del quale il quotidiano serbo aveva pubblicato un articolo dal titolo “Non rinunciamo alla Macedonia” nel quale Zaev veniva paragonato a Hitler.

Nella stessa giornata, The Associated Press rivela che la Serbia ha avviato le indagini in merito a un caso di spionaggio che coinvolge la Russia, amplificato da un video che circola sui social network.

Nello specifico, l’Agenzia di intelligence serba è stata incaricata di controllare alcuni report su un sospetto agente dei servizi segreti della Russia, Georgiy Kleban, filmato mentre corrompeva un vertice apicale dei servizi serbi.

È quanto dichiarato dalla premier, Ana Brnabic, la quale ha riconosciuto che, in caso di conferma delle accuse, la Serbia si troverebbe ad affrontare “un serio problema”.

Il video in questione è stato caricato su Youtube lo scorso 17 novembre e riprende l’agente russo mentre consegna una busta a un agente serbo nel corso di un incontro a Belgrado. Successivamente, l’agente serbo estrae una busta con del denaro. Secondo quanto riportato, l’agenzia di intelligence serba ha confermato l’autenticità del video. In aggiunta, un analista della BIA ha confermato che uno dei soggetti ritratti è un agente della Russia.

Su tale vicenda, la Serbia ha convocato una riunione di urgenze del massimo organo della sicurezza di Stato, il Consiglio della Sicurezza nazionale.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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