Afghanistan: attacco contro una base militare delle forze di sicurezza

Pubblicato il 20 novembre 2019 alle 10:34 in Afghanistan Asia

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Almeno 13 soldati afgani sono stati uccisi e altri 5 sono rimasti feriti in un attacco talebano contro una base militare nella provincia di Kunduz, la sera del 19 novembre. 

Un gruppo di combattenti talebani ha assaltato una base militare nel villaggio di Arbabkhel, nel distretto di Imam Sahib, secondo quanto riferito da Tolo News. Il giornale locale, tuttavia, non ha ancora fornito ulteriori dettagli e i funzionari militari locali e il Ministero della Difesa non hanno commentato l’accaduto. I talebani hanno però immediatamente rivendicato la responsabilità dell’attacco. L’assalto raffredda le speranze di instaurare un dialogo con i talebani, a seguito della liberazione di 3 leader del gruppo militante, in cambio di 10 forze di sicurezza afghane e 2 professori, un americano e un australiano. Lo scambio è avvenuto 19 novembre. 

Il presidente dell’Afghanistan, Ashraf Ghani, ha dichiarato che lo scambio aveva lo scopo di “facilitare i negoziati di pace diretti” tra il governo afgano e i talebani. Ghani ha anche sottolineato la speranza che questa decisione possa spingere i militanti ad accordarsi per un cessate il fuoco, almeno parziale. Il governo ha imposto la fine delle ostilità come condizione preliminare a qualsiasi colloquio. Ghani, che ha definito lo scambio una decisione “difficile ma importante”, ha aggiunto che il rilascio degli ostaggi occidentali è stato proposto dai talebani come dimostrazione di buona fede prima di qualsiasi negoziato di pace. 

Un alto funzionario dell’amministrazione Trump, parlando in condizione di anonimato, ha affermato che i 2 professori sono stati consegnati alle forze speciali statunitensi in Afghanistan orientale, nelle prime ore di martedì 19 novembre. Entrambi sembrano essere in buona salute. I 3 prigionieri talebani, invece, sono stati portati a Doha, in Qatar, e la loro liberazione sarà completata entro il 21 novembre, secondo quanto hanno riferito i funzionari. La scelta del Qatar è dovuta al fatto che i talebani mantengono un ufficio politico a Doha. Inoltre, nello scambio sono stati inclusi anche 10 membri delle forze di sicurezza afghane, detenuti dai talebani. Un funzionario statunitense ha dichiarato che una volta che la loro liberazione sarà confermata, i talebani verranno a loro volta rilasciati. 

Lo scambio di prigionieri è stato mediato, in parte, dall’inviato speciale statunitense, Zalmay Khalilzad. Il rappresentante USA aveva negoziato un accordo tra Stati Uniti e talebani, a settembre 2019, che avrebbe dovuto prevedere il ritiro delle truppe americane. Tuttavia, i colloqui a tale riguardo sono stati bruscamente interrotti. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha cancellato gli incontri con i leader dei talebani, che dovevano tenersi a Camp David, nel Maryland. Annunciando la cancellazione di tali discussioni, l’8 settembre, Trump ha citato l’attentato talebano a Kabul del 5 settembre, in cui 12 persone, tra cui un soldato USA, sono state uccise. Lo scambio di prigionieri del 18 novembre, tuttavia, potrebbe rappresentare un passo verso il riavvio dei colloqui tra Stati Uniti e talebani, secondo quanto riferisce il New York Times. Il quotidiano, tuttavia, sottolinea che gli Stati Uniti hanno recentemente ridotto il numero di truppe in Afghanistan di 2.000 unità, potenzialmente diminuendo la propria influenza in eventuali negoziati futuri con i talebani. Oggi, nel Paese asiatico, sono presenti tra i 12.000 e i 13.000 soldati statunitensi. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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