Spagna: condannati per corruzione gli ex presidenti andalusi Chaves e Griñán

Pubblicato il 19 novembre 2019 alle 15:47 in Europa Spagna

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Gli ex presidenti socialisti dell’Andalusia Manuel Chaves e José Antonio Griñán sono stati condannati per frode e corruzione nel caso ERE. I magistrati hanno accolto la tesi sostenuta durante il processo dal procuratore anticorruzione, che accusava Chaves e Griñán, presidenti rispettivamente dal 1990 al 2009 e dal 2009 al 2013 di essere responsabili di una rete di corruzione politica in seno alla Junta de Andalucía, l’organismo di autogoverno regionale andaluso, governata dal Partito socialista dell’Andalusia (PSOE-A) e dei sindacati Comisiones Obrearas (CC.OO.) eUnione Generale dei Lavoratori (UGT).

La sentenza emessa martedì 19 novembre dal tribunale di Siviglia prevede che Griñán debba scontare 6 anni di carcere per crimini di appropriazione indebita e prevaricazione e Manuel Chaves 9 anni di interdizione dai pubblici uffici per reati di prevaricazione e abuso d’ufficio.

Nove altri ex alti funzionari del governo socialista andaluso sono stati anche condannati a pene che variano tra il 6 e i 7 anni di reclusione: gli ex assessori Antonio Fernández, José Antonio Viera, Francisco Vallejo, Carmen Martínez Aguayo, gli ex vice-assessori Agustín Barberá e Jesús María Rodríguez, l’ex direttore generale dell’assessorato al Lavoro Francisco Javier Guerrero, l’ex direttore generale della Regione Juan Márquez e l¡ex direttore generale dell’agenzia Idea Miguel Ángel Serrano.

Il resto delle sentenze comporta pene di interdizione dai pubblici uffici. Tra queste quella comminata all’ex ministro Magdalena Álvarez , per la quale il tribunale ha emesso sentenza di condanna a 9 anni di interdizione. Tra gli altri condannati vi sono l’ex assessore Gaspar Zarrías, l’ex vice-assessore José Salgueiro e altri cinque alti funzionari delle giunte che hanno governato l’Andalusia tra il 1990 e il 2013.

La sentenza indica che José Antonio Griñán, ministro dell’Economia e delle Finanze nel primo e nel secondo governo Zapatero, dal 24 aprile 2004 al 23 aprile 2009, e presidente della Junta de Andalucía tra il 23 aprile 2009 e il 7 settembre 2013, era a conoscenza dell’uso irregolare di trasferimenti finanziari per pagare ERE (Expediente de Regulación de Empleo, grosso modo l’equivalente spagnolo della Cassa integrazione) non dovuti o oltre il loro valore, in accordo con i sindacati CC.OO. e UGT.  I magistrati sivigliani hanno considerato che gli ex-presidenti erano al centro delle decisioni che hanno consentito l’istituzione di un meccanismo al di fuori della legge e di redistribuzione senza controllo dei fondi stornati dal bilancio andaluso.

La sentenza rappresenta un duro colpo e una grave imbarazzo per il Partito Socialista del premier Pedro Sánchez, che alle elezioni regionali di dicembre 2018, per la conseguenza dello scandalo, aveva perso la guida dell’Andalusia per la prima volta dal 1978.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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