Yemen: attacchi e scontri a Hodeidah

Pubblicato il 18 novembre 2019 alle 13:42 in Medio Oriente Yemen

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I ribelli sciiti Houthi hanno condotto un violento attacco, nella sera di domenica 17 novembre, contro il distretto di At Tuhayta, nel Sud del governatorato occidentale di Hodeidah.

Secondo quanto riportato, l’attentato ha visto l’impiego di armi pesanti e proiettili d’artiglieria ed è stato condotto in contemporanea ad un attacco aereo, perpetrato con decine di proiettili di mortaio, lanciati contro i quartieri residenziali meridionali di At Tuhayta. Fonti militari civili hanno descritto l’attacco come violento e vasto e si sarebbe trattato del secondo in un solo giorno, ovvero il 17 novembre. Secondo altre fonti locali, le milizie di ribelli sciiti hanno colpito le abitazioni dei cittadini del distretto in modo indiscriminato, causando gravi danni e creando uno stato di allerta e paura soprattutto tra donne e bambini.

A detta di fonti militari, gli Houthi stanno cercando di fare incursione nell’area con l’obiettivo di prendere i corpi dei propri militanti morti a causa degli scontri verificatisi nel pomeriggio di domenica e che li hanno visti fronteggiarsi con le forze congiunte, ovvero del governo centrale yemenita e della coalizione a guida saudita.

L’Onu ha iniziato, il 19 ottobre scorso, a istituire posti di blocco a Hodeidah per il controllo e il monitoraggio dell’area, con il fine ultimo di porre una tregua. Dal canto loro, i ribelli sciiti hanno, però, continuato a condurre attacchi, violando gli accordi precedentemente stabiliti.

Il dislocamento delle truppe è una parte cruciale dell’accordo di cessate il fuoco raggiunto in Svezia l’ultimo giorno dei colloqui di pace, il 13 dicembre 2018. Quest’ultimo è un patto in base al quale gli Houthi avevano accettato di ritirarsi da tutti e 3 i porti principali dello Yemen, Hodeidah, Saleef e Ras Isa, lasciando svolgere alla delegazione dell’Onu le necessarie attività di monitoraggio e gestione dell’area. Secondo quanto stabilito nel patto, il dislocamento dei contingenti Houthi sarebbe dovuto avvenire 21 giorni dopo l’annuncio del cessate il fuoco, il 18 dicembre 2018, ma quella data non è mai stata rispettata.

Hodeidah rappresenta un ingresso di vitale importanza per le importazioni di merci e aiuti umanitari, nonché un’ancora di salvezza per milioni di residenti yemeniti fuggiti da altre aree del Paese, a seguito della guerra civile scoppiata il 19 marzo 2015, data in cui gli Houthi hanno lanciato un’offensiva per estendere il loro controllo nelle province meridionali. I gruppi che si contrappongono nel conflitto sono da un lato i ribelli sciiti, che controllano la capitale Sana’a, alleati con le forze fedeli all’ex presidente Ali Abdullah Saleh e sostenuti dall’Iran e dalle milizie di Hezbollah. Dall’altro lato, vi sono le forze fedeli al presidente yemenita, Rabbu Mansour Hadi, l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale. L’Arabia Saudita è intervenuta nel conflitto per sostenere Hadi, il 26 marzo 2015, a capo di una coalizione formata anche da Emirati Arabi Uniti, Marocco, Egitto, Sudan, Giordania, Kuwait, Bahrain e Qatar e sostenuta, a sua volta, dagli Stati Uniti.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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