L’attentato kamikaze in Indonesia è opera di un gruppo affiliato all’ISIS

Pubblicato il 18 novembre 2019 alle 12:05 in Asia Indonesia

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Le autorità antiterrorismo dell’Indonesia hanno comunicato che l’attentato suicida del 13 novembre è stato effettuato da un gruppo di terroristi indonesiani collegato allo Stato Islamico. 

La squadra antiterrorismo ha effettuato un raid, in cui due sospetti fabbricatori di bombe sono stati uccisi e più di una dozzina di persone sono state arrestate, in relazione a tale attentato. La notizia è stata riferita il 18 novembre dalle forze di polizia del Paese. L’attentato del 13 novembre è avvenuto fuori da una stazione di polizia nella città di Medan, nella provincia di Sumatra Nord, quando uno studente di 24 anni si è fatto esplodere, uccidendosi e ferendo 6 persone. La polizia aveva inizialmente dichiarato che il kamikaze era un “lupo solitario”. Un portavoce della polizia nazionale, il 18 novembre, ha affermato che il ragazzo, insieme ad altri 22 sospetti nella zona, aveva stretto legami con la Jamaah Ansharut Daulah (JAD) un’organizzazione terroristica che ha giurato fedeltà allo Stato Islamico. Il JAD è responsabile di una serie di attacchi negli ultimi anni ed è stato dichiarato fuori legge in Indonesia per “aver condotto atti di terrorismo” ed essere affiliato a gruppi di militanti stranieri. 

“La rete a Sumatra Nord ha collegamenti diretti con JAD”, ha dichiarato il portavoce della polizia, Dedi Prasetyo, in una nota aggiungendo che un leader del gruppo era stato arrestato. “Il loro obiettivo principale è la polizia”, ha aggiunto Prasetyo. Dei 23 sospetti, 2 persone sono state uccise a colpi d’arma da fuoco il 16 novembre, mentre resistevano all’arresto. Un ufficiale è stato ferito durante il raid, ha affermato Prasetyo. Numeroso materiale per fabbricare bombe è stato sequestrato durante l’operazione. Altri 4 sospetti si erano consegnati e altri sono stati arrestati. Un altro portavoce della polizia, Muhammad Iqbal, aveva dichiarato, il 16 ottobre, che tra i sospetti c’erano 2 poliziotti che si sono radicalizzati e stavano preparando attentati suicidi. 

Gli arresti arrivano a seguito di un attacco, avvenuto il 10 ottobre, contro il ministro della Sicurezza dell’Indonesia, Wiranto, che attualmente si sta riprendendo dalle ferite riportate. Il presidente dell’Indonesia, Joko Widodo, che domenica 20 ottobre, presterà giuramento durante una cerimonia ufficiale a Jakarta, ha ordinato alle forze governative di dare la caccia alle reti responsabili dell’attacco. Tale evento si è verificato in un momento molto delicato per il Paese. Una serie di mobilitazioni sono scoppiate, a partire dal 19 agosto, a seguito dell’arresto di alcuni studenti di etnia papuana che vivevano a Surabaya e Malang, sull’isola di Giava. 

Gli studenti papuani erano stati accusati di aver gettato la bandiera indonesiana in una fogna. Da parte loro, i giovani hanno negato di aver compiuto tale gesto. Inoltre, alcune agenzie di stampa hanno riferito che i ragazzi sarebbero stati sottoposti ad abusi legati alla loro etnia. Secondo quanto riferito, sono stati chiamati “scimmie” dalle forze dell’ordine, mentre venivano radunati e portati via. Gli studenti sono stati rilasciati dalla polizia domenica 18 agosto. La provincia di Papua si trova nella regione indonesiana della Nuova Guinea Occidentale, insieme alla Papua Occidentale. Sebbene le due province si estendano sull’isola principale dello Stato della Papua Nuova Guinea, l’Indonesia considera il loro territorio come parte dello Stato nazionale. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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